Confesercenti: “Ci guadagna solo la grande distribuzione”


BOLOGNA, 4 GEN. 2012 – Che bisogno c’è di un "sciogliete le righe" in tema di orari di apertura dei negozi. A chiederselo è la Confesercenti dell’Emilia-Romagna, che incita la Regione a impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge che prevere questa liberalizzazione nell’ambito del commercio. La legislazione, spiega una nota dell’associzione di categoria, consentiva già un’ampia fascia di apertura per i negozi, dalle 7 alle 22, e con oltre il 60% dei Comuni emiliano-romagnoli classificati come città d’arte e Comuni turistici con la possibilità di apertura in tutti i festivi; inoltre erano possibili ulteriori aperture a livello locale e non erano quindi necessarie ulteriori e indiscriminate deregulation."Con le aperture ininterrotte non aumenteranno i consumi, non migliorerà il servizio e non aumenterà l’occupazione – dice Roberto Manzoni, il presidente Confesercenti Emilia Romagna – orari completamente liberi favoriranno solo la grande distribuzione (che detiene già una quota di mercato di oltre il 70% nel settore alimentare) a danno del piccolo e medio dettaglio e dei mercati; peggiorerà la qualità della vita degli imprenditori e aumenterà il costo della distribuzione per i consumatori".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet