Confesercenti: “Calo dei consumi, crisi e sempre più chiusure”


Da un lato le vendite al dettaglio alimentare letteralmente al palo, dall’altro l’avanzare della desertificazione nei centri urbani per i piccoli esercizi che trattano questi generi: in Italia, ma ancor di più sul territorio modenese. A rilevarlo un’analisi condotta dall’Osservatorio di Confesercenti. Se a livello nazionale la media risulta poco meno di 1,6 negozi alimentari ogni mille abitanti, in città, a Modena, si abbassa drasticamente, assestandosi a 0,89: meno di un negozio alimentare ogni mille persone. Un dato che proietta Modena rispetto agli altri capoluoghi di provincia ai vertici – 7°posto – nel rapporto sulla desertificazione (presenza di PMI alimentari/numero abitanti), tracciato dall’associazione.

 

 

La crisi dei consumi, unita ad un eccesso di liberalizzazioni su orari e giorni di apertura sta cancellando molte pmi della distribuzione commerciale, comprese quelle alimentari, favorendo in questo modo la desertificazione delle vie delle città. Una crisi dei consumi, che perdura ormai dal 2008, che si riflette in modo pesante sulle piccole attività, e che continua senza alcun accenno di inversione di tendenza. Anche i dati Istat relativi alle vendite al dettaglio del mese di gennaio certificano che questa tendenza non conosce interruzione. Il commercio nel comparto alimentare, a livello nazionale, risulta fermo su base mensile e in flessione rispetto a gennaio 2013 dello 0,1%. Percentuale che peggiora, se guardiamo alla media del trimestre novembre 2013-gennaio 2014: la flessione registrata è dello 0,4% rispetto a quello precedente. Numeri dunque negativi, aggravati oltretutto anche dal confronto delle vendite per forma distributiva: rispetto al gennaio 2013, mentre la grande distribuzione segna un incremento dell’1,0%, frutto soprattutto dell’impennata del canale Discount (+3,1%), per le imprese operanti su piccole superfici, il calo registrato è del -2,5%. Non si discosta di molto da questo contesto il dato modenese in cui le vendite al dettaglio tra i piccoli esercizi del settore alimentare nel 2013, rispetto all’anno precedente, hanno subito un calo dell’1,1%.

 
A preoccupare però sono i dati relativi al numero di negozi alimentari presenti. Di fronte ad una situazione che ha visto la chiusura a livello nazionale tra gennaio e febbraio 2014, di circa 30 imprese al giorno, attualmente nel Paese risultano attive, nel settore della vendita di generi alimentari al dettaglio, 95.105 piccole imprese, pari a 1,59 ogni 1000 persone. Una media che si abbassa ulteriormente, se messa a confronto con quella delle città capoluogo dell’Emilia Romagna dove il numero pmi alimentari è di 1,19, ogni 1000 abitanti. Mentre solo Bologna risulta con i suoi 1,72 negozi, superiore alla media nazionale, decisamente negativo è il dato modenese. In città infatti su quasi 180 mila abitanti, gli esercizi commerciali che trattano la vendita al dettaglio di generi alimentari sono 159; che significa una media di 0,89 esercizi: al di sotto di quella regionale – davanti solo a Reggio Emilia – e quasi la metà rispetto a quella Italiana.

 

“Il Paese è ancora fermo ed i consumi arretrano, segno inequivocabile della mancata ripresa e del persistere delle difficoltà delle famiglie. I dati Istat nazionali ci consegnano un quadro di crisi profonda che sta attraversando il settore del commercio al dettaglio – evidenzia Confesercenti Modena – in cui le micro e piccole imprese stentano sempre più a restare sul mercato. In una situazione in cui la desertificazione commerciale appare inarrestabile, Modena si trova a livello nazionale tra le prime città italiane a subire gli effetti di questo disastroso quanto preoccupante fenomeno. Il servizio di vicinato, garanzia per le fasce di popolazione più deboli e per la sicurezza del territorio, è sempre più a rischio. Anche per questo ci aspettiamo dal Governo un’accelerazione sulle misure a favore delle imprese e per il sostegno ai redditi più deboli”.

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