Confcooperative resistealla crisi: fatturati stabili


BOLOGNA, 30 LUG. 2013 – La cooperazione emiliano-romagnola continua a reggere l’urto della crisi. Nei primi sei mesi dell’anno sono sostanzialmente stabili gli addetti e il fatturato. Il dato emerge dall’analisi congiunturale curata da Confcooperative che ha interessato un campione di imprese socie in regione (134 su 1.732). Più nel dettaglio, il 64,9% delle coop segnala un andamento stazionario del volume d’affari, il 20% indica un incremento. Positivo il trend dell’agroalimentare, con la metà delle imprese che prevede un fatturato stabile e circa un terzo (31,4%) in aumento. Stabile il giro d’affari per la maggioranza delle imprese di produzione e lavoro (94,2%), in diminuzione invece per quelle di solidarietà sociale dove solo l’11,8% prevede un aumento. Buoni riscontri anche per l’occupazione: in crescita nell’agroalimentare (nel 51,4% delle imprese crescerà il numero dei lavoratori, nel 30,1% rimarrà stazionario); stabile nel settore della solidarietà sociale, per il 48,8% delle coop; in forte diminuzione, infine, nel settore della produzione e lavoro (-62,2%). Segnali positivi arrivano poi dall’export, con un incremento del 10,1% previsto a fine anno per le imprese aderenti a Fedagri, che complessivamente realizzano all’estero il 12,4% del proprio fatturato. "Alla luce della generale stagnazione dei consumi – ha detto il presidente regionale di Confcooperative, Massimo Coccia – l’esportazione è ormai una strada obbligata per le aziende dell’agroalimentare, ma anche di altri settori produttivi". Dall’indagine emerge, inoltre, una tendenza negativa sugli investimenti in innovazione, che diminuiscono per le imprese agricole, restano stazionari per produzione e lavoro e solidarietà sociale. Aumentano, infine, i ritardi nei tempi di pagamento di beni e servizi da parte dei privati, ad esclusione dell’agroalimentare, e da parte degli enti pubblici. In ogni caso "le cooperative emiliano-romagnole – ha sintetizzato Coccia – stanno reagendo con determinazione alla congiuntura economica negativa, mettendo in campo le proprie risorse e facendo leva sui propri ideali di mutualità, solidarietà, coesione sociale, radicamento sul territorio e coinvolgimento delle giovani generazioni".

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