Confartigianato: segnali di crisi e di speranza


BOLOGNA, 28 LUG 2009 – Ordini, produzione, fatturato, tutti in netto calo rispetto al primo e al secondo semestre del 2008. Una stretta del credito che strozza le imprese. Ma anche la forte volontà di evitare i licenziamenti, ricorrendo agli ammortizzatori sociali. E nel secondo semestre del 2009, la crisi potrebbe quantomeno rallentare.Questa la sintesi dell’indagine sull’artigianato e la piccola impresa svolta dall’ufficio studi della Confartigianato dell’Emilia-Romagna. Una fotografia, quella dell’associazione degli artigiani, che parla di un disagio diffuso, se è vero che quasi il 70% dei titolari intervistati dichiara di essere stato colpito ‘molto’ o ‘abbastanza’ dalla crisi. Nei primi sei mesi di quest’anno, tra le 900 imprese interpellate dall’indagine, la produzione e la domanda sono scese del 4,9% rispetto al secondo semestre dell’anno scorso.Ma il crollo più evidente è quello delle esportazioni, scese del 5,7%. L’unico segno più si registra nei prezzi (in due semestri, +1,3% e +0,4%), ma l’aumento, precisa Confartigianato, è ben inferiore al tasso ‘normale’, del 5-10%. A pagare pegno sono soprattutto le aziende dell’alimentare, della meccanica, dell’elettronica e dei mobili. Tra le province, quelle che appaiono più in difficoltà sono Modena e Rimini. Le previsioni delle imprese per il secondo semestre del 2009 sono però meno scoraggianti: a parte l’export (-2,3%) nessuno degli indicatori va oltre un meno 2%.A commentare le cifre della recessione è stato il neo-presidente di Confartigianato Emilia-Romagna Marco Granelli: "La crisi rischia di trasformare il tessuto economico della regione – ha spiegato – La migliore risposta è la collaborazione tra privato e pubblico, e il ruolo delle associazioni è fondamentale. Dobbiamo riscoprire la cultura dell’agire insieme, e i veri valori dell’artigianato: il lavoro, il patrimonio umano". Una consapevolezza, ha affermato il presidente, già presente nelle imprese artigiane, visto il largo ricorso alla cassa integrazione ordinaria per evitare i licenziamenti. L’occupazione cala (-2,4% in un semestre), ma per il blocco del turnover, più che per posti di lavoro persi. La nota dolente, però, resta l’accesso al credito: oltre il 20% delle imprese interpellate riscontra una ‘stretta’ considerevole da parte delle banche. "Da questo punto di vista – ha aggiunto Granelli – un grande lavoro lo sta facendo il nostro consorzio fidi, il più grande d’Italia, senza il quale saremmo nel baratro". E se sembra difficile pensare a una ripresa prima della metà del 2010, Granelli pensa già alla via per il rilancio. "Auspico una rivisitazione degli studi di settore, un meccanismo anche condivisibile, ma che non tiene conto delle diversità dei territori. E poi va sfruttato il settore della green economy, dal fotovoltaico all’eolico: la Regione sta puntando molto su questo, per noi è un’opportunità di diversificazione e crescita".

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