Confartigianato: “La Rai tartassa le imprese”


“Dopo due anni la Rai è tornata ad inviare solleciti di pagamento del canone ad artigiani ed imprenditori che neppure possiedono televisori ed apparecchi radio”: così il Presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli stigmatizza il comportamento dell’azienda radiotelevisiva di Stato. “Nella maggior parte dei casi si tratta di richieste illegittime – prosegue Granelli – perché rivolte ad aziende che non possiedono apparecchi radio-televisivi e quindi non devono pagare alcun abbonamento. La Rai ha applicato la richiesta del tributo al possesso non solo di televisori, ma anche di qualsiasi dispositivo per ricevere il segnale tv, inclusi i sistemi di videosorveglianza. Questo significa che un imprenditore che possiede un impianto antifurto può essere costretto a pagare una somma che va da un minimo di 200 euro fino a 6.800 euro l’anno. Chi non paga è soggetto a pesanti sanzioni e a controlli da parte degli organi di vigilanza. Secondo Confartigianato quella del canone speciale Rai è una richiesta assurda perché vengono ‘tassati’ strumenti di lavoro che gli imprenditori utilizzano non certo per guardare i programmi Rai”.

 

 

Confartigianato si è rivolta al Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi chiedendo un intervento immediato per modificare le norme che impongono il pagamento del canone ed escludere dall’applicazione del tributo gli apparecchi che fungono inequivocabilmente da strumento di lavoro per gli imprenditori. “Nessuno mette in discussione l’obbligo di pagare il canone Rai – sottolinea il Presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli – è un obbligo per tutti coloro che in azienda posseggono radio e televisioni. Ciò che non accettiamo è il metodo con il quale stanno cercando di rastrellare risorse imponendo il pagamento indiscriminatamente a tutti gli imprenditori, dando per scontato che posseggano uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. In questo momento di gravi difficoltà per i nostri imprenditori, di tutto abbiamo bisogno tranne che di altri oneri e di adempimenti burocratici così pesanti e ingiustificati”.

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