Confagricoltura E-R, timore per calo dei prezzi


La produzione dell’uva è in crescita del 25%, la qualità “ottima” ma c’è una sentita preoccupazione per il calo dei prezzi. E’ quanto stima, alla vigilia della Vendemmia 2018, la Confagricoltura Emilia-Romagna. Per l’anno in corso, dice il presidente dei viticoltori della
Confagricoltura regionale e neo presidente di Confagricoltura Ravenna, Andrea Betti, “si stima una produzione di uva, a bacca bianca e rossa, in crescita del 25% rispetto all’anno passato.
Ottima la qualità con acidità e gradazione che sono nei giusti parametri mentre preoccupa, però, l’inarrestabile calo dei prezzi e l’invenduto d’eccellenza del 2017 che riposa ancora
nelle cantine”. Se sotto il profilo qualitativo, il vigneto dell’Emilia-Romagna è migliorato tanto che nel 2017 la percentuale di mosti e vini dichiarati Dop è passata dal 17,6% al 21, “la produzione – puntualizza Betti – si è fermata a 6.619.673 ettolitri (-24%) e si è tradotta in un forte
incremento dei prezzi all’origine, con punte fino a 60-65 euro al quintale, lo scorso novembre. Sicché gli imbottigliatori europei, in primis i tedeschi, hanno preferito acquistare altrove, in Spagna e Francia. Ora i prezzi si attestano mediamente sui 45 euro al quintale. Però in Europa si attende una buona produzione un po’ ovunque, quindi a fine vendemmia potremmo trovarci a vendere a 32-33 euro al quintale. Un incubo soprattutto per coloro che hanno ancora le botti piene da 12 mesi”. Per questo, sottolinea la presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Eugenia Bergamaschi, si invocano, “azioni di marketing aggregativo per vendere di più e meglio all’estero sia lo sfuso che l’imbottigliato. Abbiamo fatto passi in avanti – conclude – ma non riusciamo a valorizzare il nostro prodotto sui mercati esteri”.

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