Condanna lampo per lo stupratore di Bologna


BOLOGNA, 9 MAR. 2009 – Jamel Mohaib, il tunisino clandestino di 33 anni che la sera del 13 febbraio ha violentato una ragazzina quindicenne in un parco comunale in via Mattei, alla periferia di Bologna, è stato condannato con il rito abbreviato a sei anni e mezzo di carcere.    La sentenza del Tribunale di Bologna prevede anche una provvisionale di 50.000 euro per la vittima. Il Pm Francesco Caleca aveva chiesto una condanna a nove anni, che sarebbero diventati sei con la riduzione di un terzo prevista dall’abbreviato. Il Tribunale presieduto da Leonardo Grassi ha considerato sei anni per la violenza in continuazione alle lesioni e agli atti osceni, più sei mesi per la resistenza a pubblico ufficiale al momento dell’arresto, partendo da un cumulo di pena di nove anni e nove mesi, poi ridotta, appunto, di un terzo.   Il processo si è tenuto in tempi rapidi visto che in base alle nuove norme del pacchetto di sicurezza il Pm può chiedere il rito direttissimo se riesce a chiudere le indagini in 30 giorni. Così per stamattina era stato fissato il rito direttissimo e poi l’immigrato ha optato per l’abbreviato. Mohaib era stato condannato il 7 agosto 2008 a otto mesi, dopo essere stato arrestato il giorno precedente, per lo spaccio di una dose di eroina inferiore al grammo ed era stato scarcerato il 15 gennaio dal Tribunale del Riesame, visto che aveva già scontato due terzi della condanna, che non era ancora definitiva. Questa scarcerazione aveva suscitato polemiche.   La giovane vittima della violenza, che oggi era in aula con la madre, la sera del 13 febbraio era in strada ad aspettare gli amici, quando si era avvicinato l’immigrato che l’aveva bloccata poi l’aveva picchiata trascinandola tra i cespugli del parco, dove era avvenuta la violenza. Un uomo, però, aveva visto quello che stava accadendo e aveva chiamato la polizia, che aveva bloccato Moahib. Il tunisino, malgrado il testimone, si era difeso dicendo di non aver violentato la ragazzina, ma semplicemente di averle dato due schiaffi dopo una lite.

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