Concorrenza, Iride ed Hera nel mirino dell’Antitrust


13 MAG – L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato due istruttorie nei confronti del gruppo Iride e del gruppo Hera per possibile abuso di posizione dominante. I procedimenti – precisa l’Antitrust – sono stati decisi alla luce di alcune denunce presentate da Sorgenia. Sono stati lamentati ostacoli nella fase di cambio di fornitore e nell’acquisizione dei dati di misura nei mercati liberalizzati di gas e elettricità da parte della clientela, con possibile danno diretto ai clienti finali che non potrebbero scegliere le offerte più convenienti. Le due distinte istruttorie sono state avviate nei confronti di Iride (che presto diventerà un tutt’uno con l’emilian Enìa) e delle sue controllate Aem Torino Distribuzione Spa e Genova Rete Gas srl, e nei confronti della società Hera e delle società operative territoriali controllate Hera Bologna, Hera Ferrara, Hera Modena, Hera Forlì-Cesena, Hera Ravenna, Hera Rimini e Hera Imola-Faenza, per "verificare – spiega l’Autorità – se abbiano abusato della loro posizione dominante nei rispettivi mercati, attraverso comportamenti idonei ad ostacolare la capacità concorrenziale dei nuovi entranti nella vendita di gas ed elettricità a clienti finali domestici e alle piccole imprese". I provvedimenti sono stati notificati ieri nel corso di alcune ispezioni condotte in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza.Le istruttorie, che fanno seguito a quelle decise il 29 aprile nei confronti di Italgas, Acea Distribuzione, A2A Reti Gas e A2A Reti Elettriche e delle rispettive società capogruppo (Eni, Acea e A2A), sono state avviate alla luce di una serie di segnalazioni inviate dalla società Sorgenia in base alle quali i due gruppi, attraverso le loro società di distribuzione, avrebbero avuto un "generalizzato atteggiamento ostativo e dilatorio nelle procedure necessarie per consentire il passaggio dei clienti alle società di vendita concorrenti delle proprie controllate operanti nella vendita di gas ed elettricità, ostacolandone così l’ingresso nei mercati liberalizzati, e indebolendone il posizionamento competitivo e la capacità concorrenziale. Ciò – prosegue l’Antitrust – avrebbe permesso alle società di vendita dei gruppi integrati nella distribuzione di preservare le quote di mercato storiche nei mercati locali dove operano i distributori del gruppo".

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