Con pesche e meloni Coop accorcia la filiera


REGGIO EMILIA, 16 LUG. 2010 – In origine era la zucchina. Poi l’operazione ha via via proposto altri ortaggi e altra frutta. Prodotti tipici presi il più vicino possibile dal luogo di distribuzione e corredati di tanto di fotografia del coltivatore che li ha fatti crescere. Stiamo parlando di "Filiera cooperativa" l’ultima sperimentazione proposta dai negozi a marchio Coop per valorizzare il loro rapporto con i produttori locali e allo stesso tempo offrire ai consumatori prodotti con maggiore qualità e salubrità e a più basso impatto ambientale.In Romagna protagoniste dell’iniziativa sono le pesche e le nettarine. Vengono raccolte e posizionate direttamente nei contenitori, senza involucro di plastica. Dal giovedì al sabato si possono trovare in una settantina di punti vendita di Coop Adriatica. Con il progetto Filiera Cooperativa vengono abbattuti diversi passaggi intermedi tra chi produce e chi distribuisce e vende, a partire dal controllo qualità, che viene effettuato dagli stessi agricoltori. I vantaggio per il consumatore è di trovare delle pesche freschissime a 1,99 euro al chilo, con il vincolo però di dover acquistare una cassetta da tre chili. Ma la convenienza è comunque visibile visto che il prezzo dello stesso prodotto sfuso è di 2,27 centesimi. Benefici ci sono anche per il produttore, che incrementa di venti centesimi il suo utile al chilo per un frutto su cui guadagna in media dai 25 ai 50 centesimi.In Emilia l’operazione fa rima con melone, anche lui pronto a far bella mostra di sé nei reparti ortofrutta con tanto di immagine del produttore. Due le varietà proposte: meloni Lisci e Harper. Così come doppia è l’offerta anche di angurie, sempre a filiera corta. I cocomeri che si possono trovare sono i Crimson e l’Amiako. Si tratta di produzioni che provengono esclusivamente dalla “Bassa reggiana”, dove esiste una forte tradizione per queste colture che, grazie a Coop riceveranno una valorizzazione superiore rispetto al passato anche in termini d’immagine.Massimo Bongiovanni, vicepresidente dell’Associazione delle Coop di consumo del distretto adriatico spiega così il nuovo modo dell’azienda di mettersi allo stesso livello, per qualità e vicinanza ai coltivatori, dei mercati contadini e dei piccoli venditori ambulanti: "E’ un’idea vincente che piace molto ai consumatori proprio per il rapporto chiaro e trasparente con i produttori". “I nostri soci e clienti – gli fa eco Gian Maria Menabò direttore commerciale di Coop Consumatori Nordest – sono molto esigenti. Oltre a prezzi convenienti, prodotti sicuri e di qualità, vari e di ampia scelta, chiedono oggi sempre di più la presenza di produzioni italiane e locali sugli scaffali del punto di vendita che abitualmente frequentano. Questo progetto è un importante tassello volto alla valorizzazione dei territori locali e dei prodotti che vi si producono e che siamo in grado di commerciale grazie ad accordi di filiera che ci consentono di rispondere con tempestività a queste esigenze, favorendo la tipicità delle produzioni e la sostenibilità ambientale, ma mantenendo i nostri elevati standard".

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