Con Oddo Biasini scompare un pezzo di buona politica


8 LUG 2009 – Oddo Biasini, segretario nazionale del Pri, vicepresidente della Camera per una legislatura, due volte ministro dei Beni Culturali nei governi Cossiga e Forlani, tre volte sottosegretario alla Pubblica Istruzione. Ma soprattutto l’ultimo rappresentante della cultura mazziniana, figlio di una regione poi dove il verde politico a lungo è stato quello dell’edera repubblicana.E’ morto oggi nella sua casa di Cesena, uno dei volti storici della prima repubblica, a 93 anni, dopo una lunga malattia e dopo che due anni fa una tragedia familiare lo aveva ancora di più allontanato dalla vita. Il figlio Maurizio, 52 anni, ricercatore di fisica quantistica trasferitosi negli Stati Uniti, era stato inghottito dalle onde dell’Oceano Pacifico durante una gita con la famiglia al Mendocino Headlands Park di San Francisco.Oddo Biasini, bonario e sanguigno erede di Ugo La Malfa, agli inizi degli anni Novanta a Cesena raccoglieva il 20% dei voti. Come preferenze (quando ancora esistevano) sfiorò quelle plebiscitarie di Giulio Andreotti. Apprezzato da tutti gli schieramenti poltici, ricoprì anche il ruolo delicato di presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul caso Moro e sulla strage di via Fani.Giorgio La Malfa, figlio del grande leader repubblicano, ha detto di Biasini: “E’ stato l’erede della grande tradizione mazziniana della Romagna da Giuseppe Gaudenzi, che fu tra i fondatori del Partito Repubblicano Italiano nel 1895 a Ubaldo Comandini a Cino Macrelli, a Tonino Manuzzi, grande sindaco di Cesena. Egli univa la grande passione ideale al rigore etico, caratteristica che i repubblicani hanno ereditato dagli uomini del Risorgimento”. Una passione e un rigore che purtroppo si sono spenti proprio con la generazione dei repubblicani alla Giorgio La Malfa, ormai da tempo approdato nelle fila berlusconiane dopo varie disinvolte giravolte politiche.Nel messaggio di cordoglio di Napolitano si legge che: “Oddo Biasini è stato profondamente consapevole dell’insostituibile ruolo delle istituzioni parlamentari, dimostrando in ogni occasione profondo attaccamento all’etica pubblica e al senso del dovere”. Tutte qualità, come si vede, che l’attuale classe politica ha archiviato da tempo.Con Biasini insomma muore un pezzo di Italia, quella degli ideali risorgimentali e mazziniani, ma anche quella della politica come servizio.I funerali (di Biasini) si svolgeranno venerdì alle 10,30 alla Chiesa dell’Osservanza di Cesena.

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