Con la maglietta a strisce, cinquant’anni dopo


REGGIO EMILIA, 15 GIU. 2010 – “Quei ragazzi morirono per difendere la Resistenza. Oggi direbbero, e noi con loro diciamo, che dobbiamo difendere la nostra Costituzione, costi quel che costi. Credo che questo sia il modo giusto per legare la nostra memoria dei fatti del 7 luglio 1960 all’attualità". Il sindaco Graziano Delrio srotola un filo rosso lungo mezzo secolo per ricordare Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli: i morti di Reggio Emilia. E nel presentare le Celebrazioni del 50° anniversario degli scontri di piazza della Vittoria, in cui i cinque uomini persero la vita, ricorda come i loro ideali siano ancora estremamente attuali. "La difesa della Costituzione è ancora oggi nel programma di vita, valori e idee che ha animato quei giovani caduti – sottolinea il primo cittadino – La nostra comunità nasce anche dal sangue dei martiri del 7 Luglio: ce lo ricordano ogni giorno, nella nostra quotidianità, le cinque Pietre d’inciampo, che abbiamo collocato nei punti in cui caddero, sulla piazza dedicata a loro nella nostra città”. Anche secondo la presidente della Provincia Sonia Masini “celebrare questo 50° anniversario è un richiamo forte a difendere in modo civile e democratico la Costituzione. E’ un invito a portare all’attenzione, in particolare dei giovani di oggi, la Costituzione e il sacrificio di quei loro coetanei di 50 anni fa. Nel 1960, il 1945 e quindi la Resistenza con i suoi valori da difendere erano vicini nel tempo. Oggi, occorre lottare per superare nuove ingiustizie e nuovi pericoli. Oggi dobbiamo difendere la democrazia, in modo nuovo, sempre dentro le istituzioni democratiche, presidiando i luoghi del lavoro, della vita civile, della rappresentanza istituzionale, per accrescere la robustezza e il radicamento della democrazia”. E Mirto Bassoli, segretario della Cgil reggiana, ha voluto ricordare che “i fatti del luglio ’60 consentirono di impedire un intervento autoritario in Italia. Fu una Resistenza che costò molte vittime e segnò una svolta nel nostro Paese, un passaggio decisivo per la democrazia, per le lavoratrici e i lavoratori. Discutere, approfondire, far conoscere questi avvenimenti è un compito da adempiere in questa fase di sofferenza per la nostra democrazia. Da qui, la forte collaborazione fra enti, associazioni e istituti di ricerca storica, fra cui la Fondazione Di Vittorio, Anpi, Istoreco e Arci, per costruire un programma di celebrazioni di livello nazionale, in particolare a Genova, Palermo e Reggio Emilia, città che vissero e in cui si lottò per impedire quella svolta autoritaria. Il nostro invito a partecipare è rivolto a tutti, consapevoli che anche oggi viviamo tempi di impegno e lotta per i principi della Costituzione, per la legalità, come fanno i ragazzi della Locride contro la mafia, ragazzi che il sindaco Delrio ha invitato qui a Reggio, definendoli Partigiani del nostro tempo”.  Questo anniversario tondo e particolare dà valore ad una memoria civile e collettiva come quella dei “ragazzi con le magliette a strisce”, al centro di eventi luttuosi che hanno coinvolto, oltre a Reggio Emilia, le città di Genova, Palermo, Catania e Roma. E per dar loro il giusto risalto, le celebrazioni dei fatti del 7 Luglio 1960 inizieranno giovedì 17 giugno a Roma, presso la Camera dei Deputati, con un convegno nazionale storico-culturale intitolato "Giugno luglio 1960. Cinquant’anni dopo. La rivolta democratica contro la destra", organizzato dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e da Anpi, con lo Spi Cgil e le Camere del lavoro di Genova, Reggio Emilia, Roma e Lazio, Catania e Palermo, cui parteciperanno tra gli altri Guglielmo Epifani, Armando Cossutta, Pietro Ingrao, Guido Bodrato, Giannetto Magnanini e al quale sarà presente una delegazione del Comitato reggiano. Ma il clou delle iniziative sarà a Reggio Emilia mercoledì 7 luglio. Dalle ore 9 alle 13,30, al Teatro Ariosto si terrà il convegno "Lavoro, libertà, democrazia nel cinquantesimo anniversario del 7 Luglio 1960", con la proiezione del dvd (prima visione originale) "I giovani e la democrazia. A 50 anni dal 7 Luglio 1960" realizzato dal regista Nico Guidetti,in collaborazione con Paolo Nori,  a cura della  Camera del Lavoro di Reggio Emilia. Aprirà i lavori  Mirto Bassoli, segretario generale della Camera del Lavoro di Reggio Emilia e dopo i saluti di Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna, interverranno  Alfredo Reichin, direzione nazionale del Partito democratico, Aldo Tortorella, direttore di “Critica marxista”, Marco Revelli, storico dell’Università del Piemonte orientale, Paolo Nori, scrittore, già autore del libro “Noi la farem vendetta”, Tiziano Rinaldini, Cgil Emilia Romagna. Conclude Carla Cantone, segretaria nazionale Spi Cgil. Nel pomeriggio, invece, la manifestazione per ricordare i morti di Reggio Emilia inizia alle ore 17 con la deposizione della corona ai caduti e al Cimitero monumentale, quindi l’omaggio alle 5 Pietre di inciampo poste sulla piazza Martiri del 7 Luglio. Poi, alle 17.30, al parco del Popolo gli interventi di Graziano Delrio, Sonia Masini, Armando Cossutta per la Segreteria nazionale Anpi e Silvano Franchi per i parenti dei caduti del 7 Luglio 1960. La conclusione è affidata all’attore, musicista e scrittore Moni Ovadia, la cui esibizione sarà seguita da un intervento musicale a cura di Fausto Amodei. E in serata, alle ore 21 sul Palco Ost di piazza Prampolini, andrà in scena "Nervi dei nostri nervi – Immagini, suoni, voci per il 7 Luglio"  con Paolo Nori, Gruppo Padano di Piadena, Fausto Amodei, Giardini Di Miro’, Banda di quartiere, Roberto Abbiati, Alessandro Nidi, Maurizio Maggiani. Lo spettacolo è a cura di Arci Reggio Emilia, in collaborazione con I Teatri e con il Comitato per Il 50° anniversario del 7 Luglio 1960. Le immagini video sono di Nico Guidetti. Il racconto di Paolo Nori sui fatti del 7 luglio verrà segnalato in piazza con una installazione a cura di Le Maus. Inoltre, dal 3 al 25 luglio, nel porticato dell’Isolato San Rocco sarà allestita la mostra "Reggiosessanta. Il 1960 a Reggio Emilia"  a cura di Lorenzo Capitani e Attilio Marchesini. E venerdì  9 luglio gli eventi e le iniziative riprendono, alla Biblioteca delle arti, con una giornata di studi a cura di Istoreco: "Il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia", con approfondimenti sulla memoria di quegli eventi e i punti di vista da cui sono stati considerati (vedere scheda  allegata). Alle 21, in piazza Martiri 7 Luglio, si terrà poi la proiezione del film di Mimmo Calopresti "I ribelli" con la presenza del regista, di Carlo Ghezzi, Fondazione di Vittorio, di Massimo Mezzetti, assessore regionale Emilia Romagna, e di Giovanni Catellani, assessore alla Cultura del Comune di Reggio Emilia."Il 7 luglio 1960 rappresenta un momento di dolorosa svolta per la nostra storia recente e un vulnus per la democrazia italiana come per la città di Reggio Emilia, che con i suoi morti contro Tambroni e per il lavoro sbarrò la strada ad un ritorno autoritario – è il ricordo del governatore dell’Emilia-Romagna Vasco Errani – A 50 anni da quel tragico luglio vogliamo affermare il valore della memoria e della riconoscenza a quei giovani, necessarie alla promozione dei valori di libertà e democrazia inscritti nella nostra Carta Costituzionale. L’esercizio dei diritti costituzionali fondamentali è il requisito non negoziabile di una moderna democrazia e la loro affermazione un dovere civico, specialmente nei momenti critici nella storia del paese. Perciò questo 50° anniversario rappresenta per t
utti noi un momento di altissimo valore civico". 


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