Con l’elmetto, contro i crolli della riforma Gelmini


BOLOGNA, 8 OTT. 2010 – Non fanno più tanta notizia, lo sanno, ma in piazza ci vanno lo stesso. Sono gli studenti delle scuole medie oggi scesi in piazza in tutta Italia in protesta contro la riforma Gelmini. Un piano che di riforma porta soltanto il nome, visto che nella sostanza è soltanto una lista di tagli alle risorse che tengono in piedi la pubblica istruzione. A Bologna in circa cinque mila manifestanti hanno formato un corteo che è partito da pizza XX settembre per poi snodarsi nelle vie del centro raggiungendo piazza Santo Stefano. Davanti alla basilica sono state organizzate delle lezioni all’aperto. A manifestare sono stati anche gli universitari, i ricercatori e gli insegnanti precari. I docenti delle superiori hanno aderito scioperando la prima ora delle lezioni.A chiedere in giro se non si tratta di un copione già visto, ti senti rispondere che è importante fare capire chi veramente ha a cuore le sorti dell’istruzione pubblica. Di certo non il governo, dicono gli studenti, i quali si sentono i primi danneggiati dagli 8 miliardi di risorse tolti alla conoscenza. In diversi raccontano delle collette fatte per comprare i gessi, i fogli per le fotocopie, a volte anche la carta igienica. Nei piani orari hanno dei buchi, dal ministro si sentono dire che di insegnanti l’Italia ne ha troppi, eppure dietro ai banchi si sta fermi in classe in attesa di un supplente che ancora deve essere nominato e forse non lo sarà mai.Un gruppo in protesta munito di casco giallo da cantiere spiega che si è così attrezzato per ripararsi dalle rovine della scuola in demolizione sotto i colpi della Gelmini. Il desiderio sarebbe di ricostruirlo da zero il mondo dell’istruzione. Rigettando fondamenta che, una volta per tutte, guardino al futuro delle generazioni in età di apprendimento. La scuola, spiegano i ragazzi, ci serve per crescere come cittadini italiani, ma se è povera, non potremo che essere anche noi cittadini poveri.

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