Con C-Plus Cna e la Regione vanno alla conquista dell’Europa


BOLOGNA, 19 MAR. 2010 – In un momento in cui le imprese stanno attraversando grandi difficoltà e la ripresa appare ancora fragile, Cna e Regione Emilia-Romagna si propongono di rendere più forte e competitivo il “distretto” emiliano-romagnolo. La parola d’ordine è "andare oltre la crisi, investendo sulla competitività dei Sistemi Produttivi Locali. E Paolo Govoni, presidente di Cna Emilia-Romagna, non ha dubbi che: “piccoli ma concreti passi, possano essere utilizzati per introdurre profondi cambiamenti e riorganizzarsi. In questa regione – afferma – abbiamo una grande capacità di innovare e modelli di eccellenza grazie ai distretti e alle filiere territoriali.”Dopo la sbornia finanziaria, infatti, anche i grandi Istituti internazionali stanno riscoprendo la forza dell’economia reale italiana: l’indice di competitività Onu-WTO, il Trade performance Index, colloca l’Italia al secondo posto, dietro alla Germania, nell’elenco dei paesi più competitivi nel commercio mondiale. “ Superare la crisi – afferma il segretario regionale Cna, Gabriele Morelli – è una sfida che l’Emilia-Romagna può vincere se saprà cogliere nelle radici del suo sistema produttivo la scommessa per il futuro”.Investire sulla competitività, dunque. E’ questo l’obiettivo del Progetto europeo C-Plus (World-Class Clusters in Central Europe), il progetto internazionale che vede Cna Emilia-Romagna come lead partner insieme alla Regione e che si propone di puntare sull’innovazione dei distretti presenti in numerose regioni dell’Europa Centrale. “CNA Emilia-Romagna – ha spiegato Morelli nel corso della conferenza stampa di presentazione di C-Plus svoltasi questa mattina – è da tempo impegnata nel sostenere partenariati internazionali, coinvolgendo in questi programmi di cooperazione internazionale, le imprese del territorio. In particolare, nell’area dell’Europa centrale Cna è coinvolta in altri due progetti: Access, che si propone di accelerare la competitività attraverso strumenti e tecniche di gestione aziendale innovativa e I Cube, per introdurre l’innovazione nelle PMI”.C-Plus sarà realizzato da un partenariato composto da centri di ricerca e agenzie di sviluppo di Austria, Ungheria, Germania, Polonia e Repubblica Ceca e si concluderà a febbraio 2013. L’obiettivo che si propone è quello di innovare e rendere più competitivi i cluster dei territori coinvolti. Per ciascun Paese, sono individuati due distretti nei quali si svilupperanno, attività di ricerca. “In particolare – ha spiegato Daniela Magni, responsabile del Progetto – saranno analizzati i livelli di innovazione: non solo la capacità di investire in ricerca e sviluppo tecnologico da parte della singola impresa, ma anche e soprattutto la capacità dei territori di governare efficacemente l’integrazione tra tutti i soggetti coinvolti nei processi innovativi: istituzioni locali e regionali, mondo dell’università e della ricerca, imprese".Una recente comunicazione della Commissione Europea sottolinea come in Europa siano presenti circa 2.000 aggregazioni statisticamente significative (European Cluster Observatory), che, tuttavia, non hanno sempre dispongono di una sufficiente massa critica della necessaria capacità innovativa per essere considerati poli di eccellenza. Le principali debolezze risultano essere l’evidente frammentazione del mercato, lo scarso collegamento fra mondo dell’impresa e mondo della ricerca, la carenza di figure professionali capaci di svolgere un ruolo di “manager dei cluster”. Tuttavia si tratta di sistemi che hanno elevati livelli di integrazione interna ed esterna. C-Plus, grazie all’integrazione di diverse metodologie, si pone l’obiettivo di indagare i livelli di cooperazione e descrivere le specificità dei vari Sistemi produttivi locali attraverso analisi capaci di evidenziarne i processi critici, focalizzare i fattori di competitività e fare emergere le competenze chiave da acquisire o consolidare e le buone prassi da trasferire. Il processo di analisi individuato, prevede come primo step di realizzare il quadro economico-sociale-politico dei sistemi coinvolti attraverso ricerche statistiche. Successivamente si prevede di tenere assieme imprese e sistema locale, attraverso strumenti di benchmarking che hanno l’obiettivo di individuare le pratiche e le prestazioni aziendali e attraverso metodiche di animazione territoriale, focus group e interviste a testimoni privilegiati; il tutto finalizzato ad approfondire le caratteristiche del sistema territoriale, le relazioni di rete, le politiche di sviluppo locale.“Lo scambio di buone prassi a livello internazionale tra i diversi cluster, in una logica di confronto continuo alla ricerca delle migliori prestazioni, rappresenta – ha spiegato Silvano Bertini responsabile del servizio per le politiche di sviluppo economico per la Regione Emilia-Romagna – un punto fondamentale del percorso. Da qui prende avvio l’ultimo step che porterà alla definizione di un piano comune di azione e di una “cabina di regia” costituita da professionisti (i Cluster Manager) con l’obiettivo di monitorare permanentemente i distretti, di possedere gli strumenti per comprenderne gli stati di salute, di favorire la costruzione e l’utilizzo di una rete di relazione efficiente ed efficace, fondata sulla ricerca ed il trasferimento delle buone prassi fra i sistemi produttivi locali. All’interno di quest’ultimo step sono previste azioni pilota che hanno l’obiettivo di stimolare processi di innovazione e di miglioramento nelle imprese e nei sistemi territoriali”.Un ruolo cruciale sarà svolto dalle attività di diffusione, sia tra la rete dei partner del progetto per rendere più efficace lo scambio, sia verso i sistemi produttivi locali e le imprese non direttamente coinvolte nel progetto. Conferenze internazionali, pubblicazioni a mezzo stampa, spot televisivi, sito web, filmati, catalogo saranno gli strumenti per la diffusione internazionale dei risultati di progetto. A livello locale, i focus group, le interviste a testimoni privilegiati, gli interventi di animazione territoriale saranno organizzati anche allo scopo di stimolare l’integrazione all’interno della comunità imprenditoriale, delle istituzioni, del mondo della ricerca e dell’università. “In particolare – ha concluso Gabriele Morelli – gli obiettivi che il progetto si propone sono: descrivere le caratteristiche dei diversi distretti indagati, attraverso una chiara fotografia rispetto a chi guadagna e chi perde all’interno della filiera; evidenziare i fattori di competitività ed effettuare confronti fra di essi; individuare i leader innovativi all’interno dei cluster; conoscere i Centri Servizi e la loro capacità di porsi come catalizzatori della conoscenza e di supportare dal punto di vista economico, sociale e politico il sistema di governo rappresentato dalle imprese e dalle istituzioni; portare alla luce le buone prassi da trasferire”.

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