Comuni virtuosi, in sei si uniscono nel bolognese


BOLOGNA, 27 SET. 2011 – L’unione fa la forza. In questo caso fa risparmiare soldi pubblici. In provincia di Bologna sei Comuni hanno deciso di dare vita all’Unione terre d’acqua. La data di nascita è fissata con l’inizio del nuovo anno. Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata. Ottantuno mila abitanti in tutto per un’entità amministrativa, nel bolognese, seconda soltanto a Imola come dimensioni. A riunirsi sono i comuni di Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata.Nei piani dei sei sindaci, c’è l’intenzione di risparmiare unendo le forze anche di fronte ai tagli previsti nella manovra. Il progetto parte da lontano e in attesa della ratifica ufficiale le sei amministrazioni avevano già messo in comune catasto, vigili urbani, protezione civile, piani strutturali comunali, servizi informatici, musei e piani di zona.Da gennaio, però, ci sarà un salto di qualità con l’attivazione di un unico ufficio personale accentrato e la possibilità di studiare nuove politiche per l’infanzia. Inoltre l’unione permetterà un’indolore razionalizzazione del personale, come chiesto dalla finanziaria.La nascita di Terre d’acqua sarà ratificata il 27 ottobre da un voto in contemporanea nei sei consigli comunali e entro fine anno saranno eletti i rappresentanti per ogni comune nel consiglio dell’unione. Il presidente, eletto a sua volta da una maggioranza assoluta del consiglio, resterà in carica 24 mesi. Tutti meccanismi a costo zero, hanno assicurato i primi cittadini, eccetto qualche spesa di ‘start-up’ che sarà coperta dai contributi regionali a sostegno dell’associazionismo tra i comuni.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet