Comuni ricicloni, “eccellenze che devono diventare norma”


BOLOGNA, 18 GEN. 2012 – Fidenza può vantare i minori quantitativi di rifiuti totali smaltiti e la miglior percentuale di raccolta differenziata. Carpi ottiene il secondo posto nella prima graduatoria. E Cervia si piazza sul podio nell’altra, per quanto riguarda di carta e organico. Sono questi i "Comuni ricicloni" sopra i 25.000 abitanti, premiati nella quarta edizione del rapporto annuale di Legambiente Emilia-Romagna. Un’indagine presentata ieri a Bologna e realizzata in collaborazione con Regione e Arpa, che premia i migliori risultati riferiti ai dati 2010 delle amministrazioni comunali in tema di raccolta differenziata e gestione dei rifiuti urbani.Nella categoria dei Comuni tra 5.000 e 25.000 abitanti spiccano i risultati di Monte San Pietro (Bologna) per i minor quantitativi di rifiuti smaltiti e la migliore raccolta differenziata dell’organico, di Sala Baganza (Parma) per la miglior percentuale di raccolta differenziata, di Torrile (Parma), secondo Comune della categoria per minor quantitativi di rifiuti smaltiti, e di Cavriago (Reggio Emilia) per la miglior raccolta differenziata della carta. Nella categoria Comuni sotto i 5.000 abitanti sono stati premiati Soragna (Parma) per la miglior percentuale di raccolta differenziata e per la migliore raccolta dell’organico, Sissa (Parma) per i minor quantitativi di rifiuti smaltiti, Polesine Parmense (Parma) sempre per i minor quantitativi di rifiuti e Caorso (Piacenza), per la miglior raccolta differenziata della carta. Per i più alti aumenti nella raccolta differenziata dal 2009 al 2010 non è stata fatta invece distinzione per numero di abitanti. I premiati in regione sono San Giovanni in Marignano (Rimini), Verucchio (Rimini), Varano De Melegari (Parma) e Codigoro (Ferrara). "I comuni premiati ogni anno mostrano che è possibile fare moltissimo per aumentare la raccolta differenziata e ridurre i rifiuti, a condizione che ci sia la volontà di farlo", commenta Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna. "Queste eccellenze devono però diventare la norma per la nostra regione in modo da ridurre lo spreco di risorse e le pressioni ambientali causate da discariche ed inceneritori. In questo momento di crisi ridurre i rifiuti è un modo per affermare come si possano avere stessi livelli di benessere diminuendo lo spreco di risorse". "In Emilia-Romagna serve uno scatto di reni nella gestione dei rifiuti per replicare il modello delle regioni più virtuose come Trentino Alto Adige o Veneto", afferma Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente Onlus. "Questo sarà possibile solo con la diffusione delle raccolte domiciliari in tutti i comuni, a partire dai capoluoghi, come già fatto ad esempio nella città di Salerno, dove i suoi 140mila abitanti posso vantare un raccolta differenziata del 70%. Gli enti locali, a partire dalle amministrazioni comunali, devono recuperare il primato della politica nella gestione dei rifiuti, senza più delegare le decisioni strategiche alle aziende multiutilities, che privilegiano nel loro legittimo interesse un sistema fondato sui grandi impianti di smaltimento finale".

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