Compratevi i lucchetti!


REGGIO EMILIA, 11 AGO 2009 – A volte vien da pensare che gli assessori del Comune di Reggio Emilia abbiano studiato comunicazione per corrispondenza con la Scuola Radio Elettra. Alcuni cittadini si lamentano dei continui furti di biciclette un po’ in tutta la città. Biciclette che vanno ad alimentare un mercato nero, come dire?, ramificato. Si racconta di bici rubate a Modena che arrivano a Reggio e viceversa, per esempio. Spesso i ladri sono immigrati, altre volte vecchi “ladri di biciclette” italiani d’altri tempi. Un reato non particolarmente grave, certo. Ma che subìto più e più volte nel corso degli anni crea disagio e anche rabbia in chi ne è vittima.Insomma, un bel ginepraio. E uscirne non è facile. A chi poi dare la colpa (a parte i ladri) è ancora più complicato. Le già scarse forze dell’ordine si devono anche mettere a sorvegliare le bici? Bisogna targare le due ruote? Marchiarle con un numero di serie? Usare un libretto di circolazione? E poi: tutte o parte di queste misure sono di competenza del comune?Ci sono tanti modi di reagire e di rispondere a situazioni complesse. Magari con il buon senso, magari anche tacendo. L’assessore alla mobilità del comune di Reggio, Paolo Gandolfi, sceglie la via peggiore: prendersela con i cittadini. “Se rubano le biciclette, forse, è perché chi le usa spesso non utilizza i lucchetti giusti per prevenire i furti”.In “Totò contro i quattro”, al commissario Saracini (appunto Totò) rubano la macchina sotto casa. Arrivato in ufficio fa un’urlata con i suoi poliziotti contro i ladri di macchine. “E’ colpa di chi è troppo tirchio e non mette la macchina in garage”, gli rispondono senza sapere che la macchina rubata era proprio del commissario.Ecco quello era un film e faceva ridere. Il “lucchetto giusto” non è neanche una grande gag.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet