Competitivi sul mercato nel rispetto dell’ecosostenibilità


“Uso sostenibile degli agrofarmaci, residui e Produzione Integrata”. Questo il titolo del convegno, organizzato dal Consorzio Il Biologico e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, che si è tenuto giovedì 23 ottobre 2008 a Piacenza. L’incontro, patrocinato dalla Regione Emilia Romagna, ha avuto luogo nel Centro Congressi dell’Università a partire dalle ore 9.30. AGROFARMACI E PRODUZIONE INTEGRATAAl centro degli interventi in programma ci sono stati gli agrofarmaci, che sono sostanze attive per la difesa delle piante, utilizzate con lo scopo di incrementare il rendimento delle produzioni agricole. Un loro impiego razionale e mirato contribuisce infatti in misura notevole all’aumento del rendimento delle aree coltivate. Le istituzioni comunitarie hanno deciso di dare un maggior risalto all’autorizzazione degli agrofarmaci, a una loro valutazione più attenta – sia in materia di autorizzazione che di armonizzazione dei residui – e a una maggiore tutela nelle fasi connesse al loro utilizzo. Tutto ciò sulla base della crescente attenzione che ormai da più di un trentennio il consumatore presta al rispetto delle risorse ambientali.A questo proposito, la Produzione Integrata ha da sempre costituito un tentativo di impostare un processo produttivo “intelligente”, volto a coniugare esigenze di soddisfacimento quantitativo delle produzioni accanto ad esigenze ambientali espresse dal mercato. E attorno al concetto di ecosostenibilità è stato creato un nuovo metodo produttivo ben definito e valido per tutti, stabilito nella nuova Norma UNI 11233, che vuole essere a supporto del Mercato nell’ottica dello Sviluppo Rurale, così come definito a livello comunitario.La Norma UNI prevede l’adozione di politiche volte a promuovere la produzione agricola attraverso la canalizzazione degli incentivi pubblici, la definizione di un processo certificativo del prodotto, lo sviluppo di un Sistema Qualità Nazionale e il coinvolgimento di tutti gli attori, dalla produzione agricola alla distribuzione, che diventeranno protagonisti di una campagna promozionale “ad hoc” per raggiungere il consumatore che ancor oggi fatica a capire il vero significato della Produzione Integrata. IL CONVEGNOQuali implicazioni potrà avere tutto ciò sui processi produttivi agroalimentari, e in particolare sulla Produzione Integrata? Quali impatti sulle scelte tecnico-agronomiche e sulla protezione delle colture? Quali conseguenze in termini di immagine per il mercato e il consumatore? A queste domande si è cercato di rispondere durante il convegno in programma a Piacenza, che si proponeva di affrontare il problema di un utilizzo sostenibile degli agrofarmaci e di una efficace applicazione del sistema di Produzione Integrata, alla luce di tutte le implicazioni di mercato e di tutto ciò che ha a che vedere con la promozione e la valorizzazione commerciale del settore, ma anche delle necessarie politiche di marchio e d’immagine. Gli organizzatori sono partiti infatti dal presupposto che, oltre alle implicazioni connesse alla valorizzazione commerciale dei prodotti, qualsiasi metodo di produzione, e a maggior ragione quelli agricoli che incidono direttamente sui beni ambientali, necessitano di essere disciplinati a livello pubblico, anche per il loro impatto sociale. Per raggiungere questo obiettivo è necessario coinvolgere tutti i protagonisti delle diverse filiere, così come è avvenuto nella costruzione della Norma UNI, non trascurando il ruolo del mondo della ricerca e le Istituzioni Pubbliche ed indirizzando gli incentivi previsti dallo Sviluppo Rurale per il miglioramento dell’efficienza del metodo produttivo e per la valorizzazione dei prodotti che ne derivano. IL PROGRAMMAI lavori del convegno si sono aperti con gli interventi di Gianfranco Piva, Preside della Facoltà di Agraria dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore, e di Lino Nori, Presidente del Consorzio Il Biologico. A seguire, le relazioni di Chiara Marinuzzi dello Studio Legale Avvocato Gaetano Forte, che ha parlato dell’assetto normativo in rapporto alla Produzione Integrata, di Tiziano Galassi e Floriano Mazzini del Servizio Fitosanitario Regionale, che hanno illustrato le prospettive per la Difesa Integrata nel contesto della nuova normativa, e di Gabriele Canali della Facoltà di Agraria, che ha analizzato le ragioni economiche che stanno alla base della certificazione europea della produzione integrata. Successivamente, Giovanni Rizzotti, direttore de “L’informatore agrario” ha moderato una tavola rotonda, mentre a concludere dell’incontro è stato chiamato Giuseppe Blasi, Direttore Generale Sviluppo Rurale, Infrastrutture e Servizi MIPAAF.

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