Como diffida Motti: una guida elettorale


COMO, 20 APR. 2009 – Non è solo l’Emilia-Romagna a ribellarsi contro le sponsorizzazioni “allegre” del candidato-editore Tiziano Motti, ma anche in Lombardia c’è chi “diffida” il candidato reggiano a utilizzare lo strumento delle “guide” per la propria propaganda elettorale.E’ il caso di Como, dove l’amministrazione comunale ha diffidato l’editore e ha dato il via a una verifica sulla modalità di raccolta delle sponsorizzazioni relative alla guida “Noi cittadini del Comune di Como”, 112 pagine distribuite nei giorni scorsi con informazioni generali sui servizi forniti dagli enti locali. Nella guida viene esplicitamente citato il comune di Como (85mila abitanti) e al suo interno contiene numerose inserzioni di aziende presenti sul teritorio comasco. Come in altri casi, incellofanato con la guida c’è anche il volantino elettorale di Tiziano Motti; il rilievo mosso all’editore è anche quello di aver utilizzato materiale fotografico del Comune senza averne avuta l’autorizzazione.La stessa Guida – scrive il Giornale di Como – è stata distribuita anche a Lecco dove l’Amministrazione, ha però appoggiato l’iniziativa. “Tra stampa e distribuzione, il libretto costa tra i 30 e i 40 mila euro, le sponsorizzazioni arrivano a 100-130 mila euro. Lasciamo ai lettori il calcolo di quanto si è intascato l’editore”.Il sindaco Stefano Bruni (Forza Italia) ha reso nota una dichiarazione in cui afferma che non è stata concessa “nessuna autorizzazione a pubblicare materiale fotografico del Comune, nessun patrocinio e nessun accordo per pubblicare informazioni sui servizi comunali. Se infatti è vero che la guida in tre passate edizioni è stata oggetto di patrocinio del Comune, ma con una sezione dedicata per 50 pagine a servizi reali offerti dal capoluogo e i cui testi erano stati curati dall’ufficio comunicazione dell’ente, in questo caso a fronte di una istanza giunta dall’editore, non è stato autorizzato nulla”. Il comune di Como sta anche verificando se la raccolta pubblicitaria sia stata effettuata citando l’amministrazione stessa, e ha diffidato l’editore per l’uso non autorizzato del materiale.Il comune di Como ha già una sua pubblicazione (Il Cittadino) e quindi, spiega il comunicato non si giustificherebbe una ulteriore spesa “a fronte della crisi economica, che avrebbe comportato esborsi ulteriori alle aziende locali”.

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