Commercio, in otto mesi 650 pmi chiuse


Prosegue implacabile l’emorragia di imprese modenesi nei settori del commercio, turismo e servizi. Nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2014 risultano ben 669 quelle che hanno cessato l’attività di cui la metà nel solo settore del commercio. Un dato per nulla compensato dalle 378 nuove aperture che determina così un saldo fortemente negativo: -293 imprese. A rilevarlo è l’Osservatorio di Confesercenti Modena. “La ripresa, troppe volte annunciata – commenta l’Associazione – stenta a materializzarsi, il crollo pare a tutti gli effetti inarrestabile e il territorio marcia verso il depauperamento di una parte importante del suo tessuto economico”. Sempre più drammatica la contabilità di aperture e chiusure a partire dal commercio al dettaglio alimentare ed extraalimentare. Al 31 agosto 2014, a fronte di 133 nuove iscrizioni, le cessazioni sono state due volte e mezzo in più: ben 329, con un saldo negativo pari a -197 unità. In termini percentuali si tratta del 3,5% di imprese perse nei primi otto mesi dell’anno, ben al di sopra della media regionale che si attesta su un più contenuto -2,9% Numeri che purtroppo si rispecchiano anche sul capoluogo: a Modena sono 142 i negozi che hanno chiuso e solo 60 quelli che hanno aperto, 60 con un saldo negativo di 58 attività pari al -5% del totale, a riprova di come il commercio in città soffra in maniera più accentuata, sia rispetto agli altri centri della provincia ed ancor più rispetto altri capoluoghi in regione.

 

 

Pesante poi il bilancio tra le imprese del commercio al dettaglio di tessile, abbigliamento e calzature, altro nuovo brutto primato: le 24 aperture non colmano le 66 cessazioni di attività con il saldo si assesta ad un pesante -42 MPMI. Anche in questo caso il dato percentuale -3,22% risulta peggiore della media regionale, -2,48%. Dati forse un po’ meno pesanti, ma pur sempre negativi tra le imprese della ristorazione e i bar. Ad agosto 2014 mancano all’appello 126 attività, tra i pubblici esercizi, contro i 90 nuovi avviati con un saldo negativo di 36 imprese pari all’1% del totale Il settore denota un andamento relativamente migliore rispetto alla media regionale che segna un -1,5% a cui ha contribuito in particolare il saldo positivo della città di Modena che segna 8 esercizi in più. Per nulla positiva poi anche la situazione del commercio ambulante che (a differenza dell’ambito nazionale in cui segna maggior tenuta) a livello locale continua perdere posizioni: 53 le imprese cancellate in otto mesi contro le 21 aperte (saldo -32) nello stesso periodo. Come non si discosta di molto l’andamento delle MPMI che operano dell’intermediazione commerciale tra nuove aperture (117) e chiusure (146), il saldo risulta negativo di ben 29 unità. L’unico segno ‘+’ arriva da quelle attività imprenditoriali specializzate nel commercio via internet. Sul territorio, su un totale di 180 imprese attive (di cui 68 solo a Modena), 17 sono quelle aperte nel periodo compreso tra gennaio ed agosto 2014, e 15 le cessazioni (+2).

 
“Le chiusure continuano ad aumentare – evidenzia Confesercenti – e nel contempo si registra un’allarmante diminuzione delle aperture: l’alto tasso di imprenditorialità che ha sempre caratterizzato il territorio modenese pare venir meno per il clima di sfiducia causato dalla stretta del credito e da un mercato che sta cannibalizzando le imprese più piccole. Schiacciate da oneri troppo alti e da una domanda interna nulla che non da segni di ripresa le imprese devono poi subire i costi del tutto improduttivi di una burocrazia ipertrofica. Sono molti gli imprenditori che in queste condizioni rinunciano: vittime di politiche economiche mal calibrate che penalizzano i consumi e che stanno distruggendo un tessuto di grande importanza sociale, portando ad una rapida avanzata della desertificazione, nei centri urbani e in quelli periferici. Se non si trova il modo di risollevare la domanda interna, le PMI che ad essa fanno riferimento chiuderanno sempre in numero maggiore, continuando ad esacerbare la spirale di disoccupazione e povertà imboccata dal Paese”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet