Commercio, a inizio 2015 perse 617 unità


L’economia dell’Emilia-Romagna mostra segni di ripresa ma il commercio è ancora in sofferenza. Nel primo quadrimestre di quest’anno, il saldo tra le aperture (575) e le chiusure (1.192), in regione vede un saldo negativo di -617 unità, migliore solo rispetto al 2014 (-662). La maglia nera va al territorio della provincia di Bologna con 1.929 imprese iscritte, 32 nuove iscrizioni e 64 cancellazioni (nei primi quattro mesi dell’anno), con un saldo negativo di -32. Segue Rimini con 1.162 iscritti, 182 nuove iscrizioni e 39 cancellazioni (saldo a -16) e poi Ferrara, con 777 imprese, 14 iscrizioni e ben 28 cancellazioni (-14). Passando a Parma, sempre nello stesso periodo, i numeri vedono 670 imprese, 14 iscrizioni, 19 cancellazioni: totale -5. A Ravenna si contano 1.124 imprese, 21 iscrizioni, 25 cancellazioni e un saldo di -4; a Forli-Cesena le cifre sono rispettivamente 962, 14, 17 con un saldo negativo di -3, a Piacenza invece 668, 13, 16 con un saldo di -3. Più positivi, in proporzione, i numeri di Modena: nel primo quadrimestre di quest’anno, infatti si contano 1.354 imprese registrate, 28 iscrizioni, 27 cancellazioni, con un saldo di -1. Dato migliore in assoluto, quello di Reggio Emilia con un saldo di +5 imprese, che deriva da 23 iscrizioni e 18 cancellazioni su un totale di 904 imprese registrate. E’ quanto si evince da un’analisi di Confesercenti regionale, che conta in totale 1.192 attività chiuse e 575 aperte, per un saldo finale, appunto, di -617 negozi. Non va benissimo nemmeno il commercio ambulante, con 182 aperture, 253 cessazioni, per un saldo negativo di 71 attività. Nel primo quadrimestre 2014 erano 121, quindi anche qui il dato migliora leggermente.

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