Come ti congelo un referendum comunale


BOLOGNA, 12 APR. 2011 – La posizione dei garanti del Comune di Bologna in merito alla proposta di referendum sui fondi alle scuole private "è una valutazione del tutto giuridicamente errata". Lo sostengono, il giorno dopo il confronto a Palazzo d’Accursio, i promotori della consultazione, il comitato ‘Articolo 33’. Ieri i garanti, secondo il comitato, hanno stabilito "che non si può procedere a valutare l’ammissibilità del quesito finché non sarà in carica il nuovo Consiglio comunale" e "solo allora sia la maggioranza, che la minoranza attraverso la commissione affari istituzionali, potranno intervenire sulla materia oggetto del referendum".In ballo c’è il milione e passa di finanziamenti comunali che ogni anno vengono erogati alle scuole paritarie, in difesa dei quali si era schierata domenica anche la Curia con un editoriale su ‘Bologna Sette’, l’inserto cittadino di Avvenire.Per ‘Articolo 33’, però, la valutazione dei garanti è "giuridicamente errata" perché, hanno spiegato in una nota, "il referendum comunale è consultivo" e "la proposta, se approvata, verrà sottoposta nuovamente all’attenzione del Consiglio comunale". E il fatto che quest’ultimo non sia in carica "è secondario in questa fase di solo esame dell’ammissibilità e, in ogni caso, non si comprende cosa sia stato a fare per più di un anno a palazzo d’Accursio il commissario straordinario, che assomma le funzioni di sindaco, Giunta e Consiglio".Davanti alla scelta dei garanti di esprimersi entro un mese dall’insediamento della nuova assemblea, il comitato ricorda che "i garanti hanno la possibilità di dimettersi e in questo caso scatterebbero i nove mesi attribuiti al consiglio comunale per eleggerne di nuovi".Ecco perché "siamo davanti a una trappola, a un rinvio a data da destinarsi", dato che "è evidente la volontà di declinare ogni responsabilità e di rinviare il più possibile il momento dell’espressione popolare". In ogni caso ‘Articolo 33’, si chiude la nota, "afferma con chiarezza che esperirà tutti i mezzi legali e giuridici per ottenere il rispetto del diritto dei cittadini a esprimersi direttamente sulle questioni di rilevanza generale per la città di Bologna".

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