Come i cannibali


MODENA, 10 GEN 2010 – Abbiamo bisogno di cannibali nella nostra società? No. Di certo no. Di questo avviso è Enrico Aimi, vicecoordinatore del Pdl di Modena, che ha commentato con estrema durezza un grave fatto di cronaca reso noto ieri: un immigrato irregolare nigeriano, imbarcato su un aereo per il rimpatrio, ha aggredito alle spalle un agente di polizia in servizio a Modena e lo ha preso a morsi fino a staccargli il lobo di un orecchio. Il fatto è avvenuto nello scalo nigeriano di Lagos: l’agente è subito ripartito per Fiumicino, dove ha subito un intervento chirurgico che ha consentito di riinnestare la parte lesionata. Ora l’agente, cui sono stati assegnati 20 giorni di prognosi, è in buone condizioni."Per gente senza scrupoli di cui possiamo benissimo fare a meno – ha detto Aimi – non c’é posto in una comunità come la nostra, che desidera vivere in tranquillità, pace e libertà, anche per evitare un domani di doverci amaramente pentire". Gente che si comporta "come i cannibali", ha rincarato Aimi, che ha manifestato stima e solidarietà per l’agente ferito. Aimi ha puntato il dito contro "le parole e le politiche buoniste di una certa sinistra, che ha raccontato favole a lieto fine sulla positività delle generalizzate politiche di accoglienza", e ha invitato il Pdl e il governo a proseguire con i respingimenti nel Mediterraneo e a intensificare le espulsioni.Alle parole di Aimi si è unito il senatore della Lega Nord Giovanni Torri: "Mi chiedo se questi ‘selvaggi’, perché così sono, debbano essere considerati ‘fratelli’ dalla dottrina sociale della Chiesa e da alcune Fondazioni vicino a certi ambienti istituzionali". "Ora la gente ne ha le scatole piene di questi mangiapane a tradimento – continua Torri – gente che con i nostri soldi se ne sta tranquilla nei centri di accoglienza e che per campare viola sistematicamente la legge".Dunque: fuori dall’Italia questi selvaggi, cannibali, mangiapane a tradimento. Il compito, ovviamente, spetta al governo, che dovrebbe ribaltare le politiche disastrose della sinistra. Qualcosa però non fila. La legge sull’immigrazione l’hanno scritta a quattro mani Bossi e Fini. Negli ultimi dieci anni Berlusconi e la Lega Nord hanno governato per sette anni e la sinistra solo per tre: "L’immigrazione clandestina è un problema che abbiamo ereditato", ha detto ieri il ministro Maroni. Ereditata da loro stessi, in massima parte. Proprio il ministro Maroni, poi, vanta una curiosa analogia biografica con il nigeriano mangia-orecchi. E’ risaputo infatti che Maroni sia stato condannato in via definitiva per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale: secondo quanto riporta MicroMega, "nel 1996 la Procura di Verona invia la polizia a perquisire la sede leghista di via Bellerio a Milano, nell’ambito dell’inchiesta sulla Guardia padana, ma alcuni dirigenti leghisti, fra cui Maroni, ingaggiano un parapiglia con gli agenti per impedire loro di compiere il proprio dovere. Maroni, prima di finire in ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia".E’ curioso che il Pdl e la Lega Nord prendano spunto da un fatto di cronaca e mostrino tanto disprezzo verso tutti questi cannibali, selvaggi e mangiapane a tradimento invocando proprio l’intervento di colui che ha mostrato di sapersi comportare esattamente allo stesso modo.

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