Come differenziano il ‘rusco’ gli emiliano romagnoli


BOLOGNA, 27 SET. 2012 – La raccolta differenziata, ormai al 52,9% in Emilia-Romagna e più che raddoppiata negli ultimi dieci anni fino al 2011, è ormai un’abitudine consolidata: dichiara di farla l’84% dei cittadini, ma quasi il 40% dei cittadini chiede più informazione. Emerge da una ricerca condotta da Ervet intervistando 1.506 residenti nella regione che valutano tra il ‘buono’ e l’ottimo, con quote tra 50% e 70%, la gestione dei rifiuti.Emerge anche la propensione ad acquistare prodotti senza imballaggio: ben il 64% dichiara di farlo per frutta e verdura e il 40% beve acqua del rubinetto, con un incremento rispetto a dati precedenti (23% nel 2004 e circa al 28% nel 2005). Per il 56% è importante agire sugli imballaggi, sul fronte consumatori (più consapevolezza negli acquisti), e produttori (politiche di riduzione e divieti imposti alle aziende)."La riduzione a monte della produzione dei rifiuti e, allo stesso tempo, un netto salto in avanti nel recupero di materia sono obiettivi fondamentali" della Regione, ha spiegato l’assessore all’Ambiente Sabrina Freda. "La dimensione regionale del nuovo Piano sicuramente ci aiuterà, perché permetterà di ottimizzare i flussi e aumentare l’efficienza". L’indagine evidenzia tuttavia anche un’elevata diffusione dello spreco alimentare: supera il 50% degli intervistati chi riconosce che butta via cibo, sporadicamente o spesso, più frequentemente quelli più deperibili come frutta e verdura, seguiti da pane, prodotti in scatola e pasta. Nel 70% dei casi la causa primaria dello spreco è l’eccessivo acquisto di alimenti, spesso indotto da promozioni.Riguardo all’informazione, il 36% chiede un miglioramento della divulgazione su questioni specifiche della raccolta differenziata ritenendo che servirebbe a incrementarla; il 42% crede però che i materiali derivanti dalla raccolta differenziata vengano smaltiti e non riciclati. Scarso poi il ricorso all’isola ecologica e al numero verde.Importanza rilevante viene data all’educazione ambientale nelle scuole, da incrementare. Il 20% circa chiede un inasprimento dei controlli e delle sanzioni nei confronti di chi, ad esempio, non separa i rifiuti o non lo fa correttamente, ma anche verso chi sporca e degrada i beni pubblici.

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