Com’è dura la vita in Provincia!


BOLOGNA, 25 MAR. 2008 – Le Province sono gli enti locali italiani più controversi e meno considerati. Sono veramente pochi quelli che sanno con precisione quali siano le loro funzioni. E anche il premier Berlusconi ha ipotizzato, nel corso dell’ultima campagna elettorale, di abolirle "per risparmiare almeno 10 milioni all’anno". In molti tramano contro di loro, schiacciate tra i Comuni, da sempre vero e proprio emblema nazionale della territorialità e del campanilismo, e le Regioni, che grazie al federalismo stanno acquisendo sempre più potere nel nostro Paese. Fatto sta, però, che le amministrazioni provinciali sono ancora vive e vegete. E che tra pochi mesi vanno addirittura rinnovate. In Emilia-Romagna il 6 e il 7 giugno prossimi bisognerà scegliere 8 nuovi presidenti e 8 nuove giunte su 9. Solo Ravenna, infatti, rimarrà fuori dalla tornata elettorale. Su Internet si è costituito, proprio per l’occasione, il comitato "Non Serve, Non Voto", che ha attivato un blog e organizzato una raccolta firme con lo scopo di "rendere più efficiente e meno costoso il sistema Italia". Ma il mondo politico regionale è già in fibrillazione per la scelta dei candidati.Partiamo da Bologna, che l’11 settembre 2008 è stata inclusa dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli in una bozza presentata al Governo che prevede la trasformazione di sette attuali province in "città metropolitane" dotate di una maggiore autonomia di entrata e di spesa. Orfana di Sergio Cofferati, con cui nel 2004 ha costituito un ticket che è riuscito ha riportare il centrosinistra a Palazzo d’Accursio, la presidente uscente Beatrice Draghetti ha scelto comunque di ripresentarsi. La candidata democratica dovrà vedersela con Enzo Raisi, già consigliere comunale eletto nelle liste di An, assessore della giunta Guazzaloca e deputato nelle ultime due legislature. Con tutti i fari puntati sulle elezioni comunali, la sfida per la poltrona di Palazzo Malvezzi è entrata nel vivo solo la scorsa settimana, quando Raisi ha annunciato di voler querelare la Draghetti. Secondo lo sfidante del Pdl, la sua avversaria secondo avrebbe invitato a una “nuova Resistenza” paventando il rischio che si possa di nuovo trovare sulle vetrine dei negozi il divieto di ingresso per cani ed ebrei. “Raisi faccia pure, se vuole”  è stata la laconica risposta che ha ricevuto.Seconda, per ordine di grandezza, è la provincia di Modena. Anche in questo caso l’attuale presidente del centrosinistra, Emilio Sabattini, sarà in gara per cercare di centrare una riconferma. Per sbarrare la strada – peraltro piuttosto in discesa – dell’ex esponente della Margherita e stretto collaboratore di Beniamino Andreatta, il Pdl ha scelto l’avvocato Luca Ghelfi. Presentandosi, il candidato ha subito attaccato Rifondazione comunista, colpevole, a suo dire, di aver già dichiarato il proprio sostegno all’esponente del Pd malgrado i dissidi che hanno caratterizzato la convivenza tra i due partiti nel corso dell’ultimo quinquennio.Una situazione molto simile a quella modenese è in atto a Reggio Emilia, l’ultima provincia emiliano-romagnola che riesce a superare, seppur di poco, il tetto dei 500 mila abitanti. L’attuale inquilina di palazzo Allende, la democratica Sonia Masini, è pronta ad affrontare il suo secondo mandato. Prima però, anche lei dovrà sbarazzarsi di un avvocato, che si chiama Giuseppe Pagliani. In coppia con Fabio Filippi, che si presenterà al Comune, Pagliani ha accettato il difficile compito di dare un nuovo colore all’amministrazione locale reggiana, fedele dal 1946 al centrosinistra. Dalla sua, però, lo sfidante della Masini ha l’appoggio che la Lega Nord ha negato in municipio al Pdl e con cui cercherà di porre fine alla "Bella provincia" che la presidente aveva promesso nel 2004 e che adesso si impegna nuovamente a realizzare.Anche a Piacenza e Parma, le due province meno a sinistra della rossa Emilia, il presidente democratico uscente ha deciso di correre per la seconda volta. Nel primo caso, Gianluigi Boiardi è già sicuro di doversi confrontare con Maurizio Trespidi del Pdl, che per il ruolo di vice ha scelto il leghista Maurizio Parma. Un’ampia alleanza quella del centrodestra locale, che ingloba anche l’Udc e punta a sfruttare la debolezza del Pd a livello nazionale, in fase di transizione dopo il crollo di consensi registrato nelle ultime consultazioni. Nella città ducale, invece, Vincenzo Bernazzoli non sa ancora chi sarà il suo avversario, anche se con molta probabilità la scelta cadrà su Giampaolo Lavagetto. Sull’assessore comunale del Pdl, che da circa dieci anni si occupa di scuola e di diritti per l’infanzia, c’è già il via libera della Lega, decisa a non presentare un proprio candidato. Il problema è però l’Udc, che vorrebbe puntare su un nome sganciato dai partiti e rappresentativo della cosiddetta società civile, ma non ha ancora trovato la persona giusta. L’ufficializzazione della candidatura sembra quindi questione di giorni, soprattutto perchè il tempo comincia a stringere e anche qui il centrodestra può giocarsi le sue carte.Tutt’altro sapore ha la sfida che va in scena a Ferrara. Comunque vada, infatti, dalla sera del 7 giugno il Castello estense avrà un nuovo inquilino. Risale ormai a 10 anni fa l’elezione a presidente della Provincia di Pier Giorgio Dall’Acqua, che dunque non può correre per quello che sarebbe il suo terzo mandato. Per sostituirlo, il Pd ha scelto una donna, Marcella Zappaterra, che al momento è a capo della Commissione provinciale Pari opportunità. E che giovedì scorso, nella cerimonia di presentazione della propria candidatura, è stata tenuta a battesimo dalla capogruppo dei senatori democratici Anna Finocchiaro. Sul versante opposto, il prescelto del Pdl è stato il consigliere comunale Mauro Malaguti, che all’ultimo minuto ha sostituito il numero uno locale di An Alberto Balboni, in partenza per Roma dove diventerà vicedirettore organizzativo del nascente Pdl. Malaguti rappresenta la contromossa alla decisione del consigliere provinciale e sindaco di Bondeno Davide Verri di correre in autonomia con la lista ‘"Per noi", un’autocandidatura incapace di conquistare il placet dei partiti ma che ha scompaginato le carte all’interno del centrodestra.E in Romagna? Con l’esclusione di Ravenna, chiamata a rinnovare il consiglio provinciale solo nel 2011, la situazione è abbastanza complessa, almeno per quanto riguarda il centrodestra. Nella provincia di Forlì-Cesena il Pd punta di nuovo sul presidente uscente, il cesenate Massimo Bulbi, malgrado i forlivesi avessero inizialmente storto il naso per la mancata alternanza. Nel Pdl, invece, in pole-position c’è il capogruppo provinciale di Forza Italia Stefano Gagliardi, che però ha posto una condizione. Dopo che lo storico esponente di An Vittorio Dall’Amore ha proposto il suo nome, lui ha infatti confermato la propria disponibilità, "ma solo se non si trova un accordo con la Lega". In pratica, se Pdl e Carroccio decidono di allearsi, sarà il partito di Bossi a portare il candidato. Ma in caso contrario a correre sarà Gagliardi, "come riconoscimento del lavoro fatto in questi 5 anni".A Rimini, infine, che rimarrà orfana di Ferdinando Fabbri, arrivato al limite dei due mandati, i democratici hanno individuato come suo successore Stefano Vitali, attuale assessore comunale ai servizi sociali. Suo avversario sarà Marco Lombardi di Forza Italia, consigliere regionale ed ex presidente della squadra di calcio locale. La candidatura è diventata ufficiale solo pochi giorni fa, dopo un estenuante braccio di ferro con Oronzo Zilli, capogruppo di An in Comune. Neanche il coordiamento regionale del Pdl era riuscito a scegliere tra i due, quindi la decisione è stata presa a Roma e comunicata da Mario Valducci, responsabile nazionale Enti locali di Forza Italia.Questa, dunque, la situazione delle Province emiliano-romagnole. Otto amministrazioni di centrosinistra che devono essere rinnovate e che, in alcuni casi, rischiano di essere scalzate dal Pdl, in buonissimo stato di salute dopo gli ultimi successi elettorali, ma soprattutto dopo le ripetute débacle dei suoi avversari. Insomma, anche se in pochi ci scommetterebbero, sarà una sfida affascinante. Dopotutto, c’è la possibilità che prima o poi la cospirazione anti-Province riesca a spuntarla e che questa sia l’ultima occasione per eleggerne i rappresentanti.

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