Colomba ingabbia il Milan


BOLOGNA, 7 FEB 2010 – Il Milan ragiona, palleggia e costruisce, il Bologna alza una barricata come quelle che non si vedono quasi più e resiste all’assedio. A volte la bellezza del calcio sta anche nella sua sconvolgente banalità e così il Bologna trova un punto che è oro per la classifica (quinto risultato utile consecutivo e sei squadre alle spalle) il Milan, che non vince in campionato da tre partite, rallenta la sua corsa e vede l’Inter scappare via. Il Milan ha assediato per novanta minuti la metà campo del Bologna, ha colpito due traverse (con Ronaldinho e Ambrosini) ma ha faticato più del solito a creare palle gol, grazie anche ad un Bologna corto e ordinato che non ha sbagliato un pallone, ma non ha neanche mai lontanamente pensato di rischiare un metro per cercare la rete. Partita uggiosa, ma forse l’unica possibile per Colomba, per riuscire a fermare la multinazionale del gol con la sua cooperativa di artigiani. Il merito più grande del Bologna è stato proprio quello di resistere al lungo assedio (peraltro senza prendere ammonizioni, con il designatore Collina in platea): Pirlo ha giocato un milione di palloni senza sbagliarne uno, Mudingayi ha rotto le scatole a tutti, annullando Seedorf ed ergendosi a simbolo della resistenza bolognese. Per scardinare il fortino al termine del lungo assedio, al Milan sarebbe servito il Cavallo di Troia da piazzare in mezzo all’area rossoblù, ma la difesa di Colomba non si è fatta mai ingannare. Leonardo ha difeso la sua idea mettendo in campo Mancini dal primo minuto nel tridente iniziale. Il Milan è stato fin da subito padrone del campo, ma per tutto il primo tempo non è stato mai in grado di essere veramente pericoloso, limitandosi a collezionare calci d’angolo e affidandosi solo alle conclusioni dalla distanza di Pirlo. Tanto che la prima palla gol è stata del Bologna, con un contropiede di Di Vaio che ha impegnato Dida. Mancini e Ronaldinho hanno corricchiato, Seedorf dovunque si girava aveva Mudingayi intorno e Borriello una pletora di difensori asfissianti. Colomba ha dato fiducia a Gimenez, ma il giovane uruguaiano eroe del gennaio rossoblù, si è trovato di fronte un compito troppo difficile, in una squadra che non solo non ha mai creato gioco, ma non ci ha nemmeno mai provato. Nella ripresa gli è stato così preferito Adailton, senza che lo spartito abbia offerto apprezzabili variazioni. E così il teorema di Colomba, uno 0-0 voluto e inseguito, pensando a non prender gol anziché a farne almeno altrettanti dell’avversario, alla fine ha portato un punto. Il Milan ha creato la sua prima palla gol solo su un calcio d’angolo al 12′ della ripresa, quando Ronaldinho, al volo, ha incontrato la traversa. Quando Leonardo ha tolto Seedorf, buttando nella mischia Huntelaar ha presentato un 4-2-4 che ha creato qualcosina in più: Colombo ha sventato due pericoli con altrettante uscite temerarie su Huntelaar e su Mancini. Il Bologna si è limitato a infoltire ulteriormente la linea difensiva. Così, a far saltare il banco sarebbe potuto essere capitan Ambrosini, quando, in pieno recupero, è saltato più in alto di tutti su un cross di Mancini (una delle poche sue cose buone della partita) e di testa ha stampato sulla traversa tutte le speranze del Milan di trovare quei tre punti che avrebbero lasciato qualche speranza in più nella rincorsa all’Inter. Il Milan torna così a casa con due punti in meno, l’Inter si allontana e quell’attacco scoppiettante dalle mille soluzioni sembra aver perso un po’ di brillantezza. Se vuole provare a rincorrere il fuggitivo la dovrà ritrovare al più presto.Il Bologna vede ridursi, complice la vittoria del Catania sulla Lazio, da quattro a tre i punti di vantaggio sulla terz’ultima (proprio la Lazio), ma può festeggiare un punto sul quale pochi alla vigilia avrebbero scommesso, frutto del quinto risultato utile consecutivo.

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