“Coliandro fascista!” La polemica dell’assurdo


BOLOGNA, 4 SET 2009 – "Questa sera su RAI2 la TV FASCISTA ha mandato in onda una puntata dell’ispettore coliandro dove si fa pubblicità ai legittima offesa e ai fascisti di m…! Sulla loro fogna si sono messi anche ad esultare, riempiamo di lettere quelle m… della rai!!!".Così recita il testo di una discussione del 1 settembre lanciata dall’utente Mano Pesante su Indymedia, la rete d’informazione online cui fa riferimento una parte della cosiddetta "sinistra antagonista".L’accusa è rivolta alla serie tv in onda su Rai2 "L’ispettore Coliandro", diretta dai fratelli Manetti, nata dalla fantasia dello scrittore Carlo Lucarelli e ambientata a Bologna. Nell’episodio in questione (la prima puntata della seconda serie), Coliandro indaga sull’ambiente dell’estrema destra bolognese. Una delle scene, girata in un noto circolo della città, mostra una festa di skinheads durante la quale suona, dal vivo, una rock band. Per scelta consapevole dei registi non si tratta di attori, ma di una reale band neonazista bolognese, i Legittima offesa (per la precisione, la band si definisce "skinhead band, nazionalista e anticomunista"). Oltre ad essi, nel film compaiono anche molti ragazzi che nella realtà frequentano Casa Pound, tra cui Alex Vigliani, noto per essere stato portavoce del circolo sociale nazionalista, e Matteo Plicchi, coinvolto 13 anni fa in un accoltellamento a sfondo razziale.Lungi dall’essere "morbida" nei loro confronti, la trama della storia descrive la comunità d’estrema destra come farcita di drogati, spacciatori e violenti. Tuttavia, la scelta di utilizzare nella parte degli skinheads dei veri skinheads non è andata giù a qualcuno. "Ma come? Usano il canone Rai per pagare quel genere di comparse?" La domanda in fondo è legittima, tanto che lo stesso Lucarelli, intervistato dal Resto del Carlino, ha preso parzialmente le distanze dai registi: "Neanche io sono contento di pagare il canone Rai per dare soldi a certi personaggi". "Io la polemica la capisco e la considero legittima – continua lo scrittore – ma, vedendo le cose da fuori, ho accettato la situazione perché si trattava di fare recitare loro la parte di sé stessi nella vita reale. Anche se forse io, dovendo decidere su questo, avrei fatto una scelta diversa".Da parte loro, i registi rivendicano le scelte: "Io difendo il diritto di raccontare il mondo dell’estrema destra così come è, in maniera realistica – ha detto sempre al Carlino Marco Manetti, regista della serie insieme al fratello Antonio – Non sarebbe stata la stessa cosa mettere in scena un gruppo di comparse e questo non è un fatto ideologico".Alex Vigliani ha detto di considerare assurda la polemica, perché si tratta di "un film e non politica", e ha assicurato di non aver notato né in Lucarelli né nei Manetti bros la volontà di "colpire un certo ambiente dell’estrema destra".Riassumendo, da un lato la sinistra antagonista si lamenta perché uno sceneggiato in onda su Rai2 in prima serata dipinge i veri ragazzi dell’estrema destra bolognese come un branco di criminali sballati. Dall’altro, i  ragazzi dell’estrema destra si prestano per recitare nel ruolo di loro stessi in una serie che li dipinge come un branco di criminali sballati. E ne sono pure soddisfatti. Cosa ci siamo persi?

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