Colf e assistenti: 1 su 10 lavora in Emilia Romagna


In Emilia Romagna risultano occupati 78.655 lavoratori, pari al 9,8% del totale dei lavoratori domestici occupati in Italia, di cui 69.549 donne, mentre 9.106 sono gli uomini. Netta la differenza tra numero di impiegati di nazionalità straniera ed italiana: 64.520, pari all’82%, contro i 9.593. La percentuale di aumento delle assunzioni di personale italiano registra anche numeri importanti per la scolarizzazione delle lavoratrici che si approcciano al settore. La quasi totalità delle lavoratrici è in possesso di un titolo di studio della scuola media superiore, ma vi è anche una percentuale sempre maggiore di persone con laurea che si attesta intorno all’ 1,8% – 2% tra i dati 2012 e quelli del 2013. Assindatcolf rileva anche che, se nel 2011 le assunzioni di dipendenti domestiche italiane riguardavano il 3,73% del totale delle assunzioni, nell’anno 2012 tale dato si è quasi triplicato: l’8,62% delle assunzioni effettuate durante l’anno riguardava lavoratrici italiane.

Se n’è discusso durante il 30° anniversario dalla sua fondazione, Assindatcolf (Associazione Nazionale tra i Datori di Lavoro Domestico) durante il convegno che ha analizzato tutti i temi legati al lavoro domestico, con uno sguardo complessivo a una realtà molto più complessa di quanto possa apparire. Il convegno – che ha il Patrocinio della Camera dei Deputati – si è tenuto stamattina a Roma presso Palazzo Montecitorio.
“E’ questa la realtà in cui oggi Assindatcolf nel trentesimo della Sua fondazione si trova ad operare – afferma il presidente Renzo Gardella – ed è proprio per questo aspetto che abbiamo pensato ad un convegno, non impostato sul ricordo del cammino percorso, bensì proiettato a immaginare il futuro di quel settore del lavoro che tanta importanza ha nella vita quotidiana di tutti. Per quanto ci riguarda, quindi, questo Convegno lo vogliamo considerare non un punto di arrivo, ma un vero e proprio punto di partenza per i prossimi anni, da cui scaturiranno soluzioni, proposte e idee per lo sviluppo di sicuro interesse”.
“Occorre ricordare che la Regione Emilia Romagna – spiega Enrico Bernardini, delegato sezione di Bologna – attraverso il Fondo Regionale per la non autosufficienza (delibera Giunta regionale 509 del 2007) ha elaborato un piano socio-sanitario che prevede l’obiettivo di sviluppare la domiciliarità, valorizzare il lavoro di cura e sostenere le famiglie attraverso un complesso di azioni. Fra gli interventi più diffusi, rientrano sia i sostegni individuali al caregiver, come l’assegno di cura, l’accoglienza temporanea di sollievo, il tutoring domiciliare, sia interventi rivolti a gruppi di caregiver specialmente per lo sviluppo delle competenze dei famigliari e la promozione di solidarietà e legami sociali, come gli interventi educativi, i gruppi di auto/mutuo aiuto, ecc.”

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