Coldiretti ER a Romacontro il falso pecorino


BOLOGNA, 15 MAR. 2012 – Trasferta romana per gli agricoltori di Coldiretti Emilia-Romagna, che stamattina hanno raggiunto in massa piazza Montecitorio per proteggere le specificità della produzione alimentare italiana. A fianco degli agricoltori – si legge in una nota dell’associazione – amministratori di 70 comuni in rappresentanza delle 196 amministrazioni comunali che nella nostra regione hanno approvato un ordine del giorno in difesa del ‘Made in Italy’. In piazza, il presidente nazionale di Coldiretti ha portato la Caciotta e il Pecorino prodotti completamente in Romania da una società partecipata dello Stato italiano: un esempio eclatante in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del marchio Made in Italy che è il principale patrimonio del Paese ma è spesso banalizzato, usurpato, contraffatto e sfruttato. Il Pecorino e la Caciotta, spiega la Coldiretti, sono alcuni dei prodotti realizzati in Romania da Lactitalia Srl con latte rumeno ma commercializzati con nomi e immagini che evocano e sfruttano l’italianità. Lactitalia è una società partecipata dalla Simest, società per azioni controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico. In Emilia Romagna, oltre ai 196 comuni, anche la Regione, 8 province, Camere di Commercio, consorzi di tutela, organizzazioni sindacali, per un totale di 232 enti, hanno approvato delibere – sottolinea la Coldiretti – in cui viene sancito l’impegno, "con particolare riferimento all’operato della finanziaria pubblica Simest che dipende dal Ministero dello Sviluppo Economico, ad intraprendere iniziative per impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione sui mercati esteri di prodotti di imitazione Italian sounding, a favore, invece, della promozione dell’autentico Made in Italy". Non può essere "taciuto – chiosa la nota – che il sostegno di Simest si indirizza ad investimenti in attività di delocalizzazione che oltre a costituire occasioni di concorrenza sleale ai prodotti italiani sottraggono colpevolmente opportunità di lavoro".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet