Coca cola, verso lo sciopero


Prima Cagliari, poi Gaglianico (in provincia di Biella). Ed ora potrebbe toccare a Campogalliano. Anche in provincia di Modena, infatti, Coca Cola Hbc ha aperto una procedura di mobilità riguardante tutti i 57 lavoratori attualmente impiegati nella sede a due passi dalla dogana. In Italia, lo scorso anno, la produzione della Coca Cola Hbc (società greca da cui dipendono le filiali italiane) è calata del 7,6 % rispetto al 2012, anno in cui il volume era già sceso molto. E così, Coca Cola avrebbe deciso di correre ai ripari, avviando una procedura ancora più ampia che interessa altri 249 dipendenti dell’area commerciale sul territorio nazionale. Avrebbe, il condizionale è d’obbligo, perché in realtà da qualche altra parte si vocifera di utili tutt’altro che in calo e di strategie aziendali incentrate solo su un forte ridimensionamento del personale. Fatto sta che per lo stabilimento di Campogalliano, dove i dipendenti sono tutti impiegati in ruoli impiegatizi a supporto del commerciale, perché nella nostra provincia non si imbottiglia più da anni, il rischio chiusura è alto ed i sindacati sono sul piede di guerra. Questa mattina, al tavolo di Confindustria, Cgil Cisl e Uil hanno chiesto nuovamente di ritirare la procedura di mobilità. Ma l’azienda ha ribadito che è necessario trovare strumenti per un piano sociale serio, lasciando aperto qualche spiraglio su questa vertenza che si preannuncia comunque non facile. Le parti si ritroveranno il 5 di agosto. Nel frattempo, domani, è confermata l’assemblea retribuita dei lavoratori, nel corso della quale si deciderà quando dare corso alle prime 8 ore di sciopero. Una trattativa che sarà seguita anche dall’amministrazione comunale di Campogalliano la quale, nell’esprimere vicinanza ai lavoratori, ha assunto l’impegno di seguire tutte le fasi della vertenza, allo scopo di far recedere la multinazionale dalle scelte fatte.

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