Cnh, per la Fiat non è una faccenda nazionale


IMOLA (BOLOGNA), 28 AGO. 2009 – Scajola intervenga immediatamente. Questo chiedono i 434 operai della Cnh di Imola il cui stabilimento sta per essere chiuso dal gruppo Fiat. Il 31 agosto, è i loro ultimo giorno di cassa integrazione ordinaria e decisioni definitive sul passaggio o meno a quella straordinaria ancora non ce ne sono. Per sottolineare ancora di più la necessità e la richiesta di un intervento da parte del governo, un lavoratore, Guido Barbieri, da cinque giorni ha iniziato lo sciopero della fame. Da lunedì, nella sua tenda, tutti i giorni Barbieri riceve visite di politici in sostegno della causa dei dipendenti di Imola. In processione oggi sono passati il responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano, l’assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli e il sindaco di Imola Daniele Manca. Tutti e tre si stanno dando da fare per favorire l’apertura di un tavolo di crisi, alla presenza di Alfredo Scajola e un confronto con le segreterie nazionali dei sindacati sul destino del comparto produttivo delle macchine movimento terra.Per ora dalla Fiat giungono solo brutte notizie. Campagnoli ha riferito di una lettera in cui il gruppo di Torino afferma di non volerne proprio sapere di coinvolgere le sigle sindacali nazionali. Né tanto meno di volersi confrontare alla presenza del ministro Scajola. Secondo la Fiat l’intera vicenda non deve uscire dall’ambito territoriale. Anzi, nemmeno la Regione deve metterci becco. La competenza sulla situazione deve rimanere delle parti. Le parole della Fiat hanno indotto il sindaco Manca a ritenere “gravissimo questo attacco alle istituzioni e ai sindacati”. Il primo cittadino imolese ha poi inviato un altro sollecito a Scajola affinché fissi la data di incontro sul futuro dei lavoratori dello stabilimento imolese.Comportamenti scorretti da parte di Fiat sono denunciati anche dai sindacati. In una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm, Fismic protestano contro il modo in cui è stato gestito dall’azienda il trasferimento di 12 lavoratori della CNH da Imola allo stabilimento di Modena. “Come Rsu – si legge nel comunicato – siamo favorevoli all’inserimento di operai in stabilimento e solidali con tutti i lavoratori di Imola ma non certo riteniamo positivo che l’azienda continui a procedere in modo unilaterale in una questione così importante, senza aprire un confronto serio e costruttivo per salvaguardare l’occupazione nei siti produttivi.”

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