Cnh, ore decisive. I lavoratori attendono risposte


IMOLA, 31 AGO 2009 – Sono ore decisive per lo stabilimento imolese della Cnh – Case New Holland. Oggi la cassa integrazione, cominciata a settembre del 2008, passa da ordinaria a straordinaria. E’ il preludio alla chiusura dello stabilimento, decisa nei mesi scorsi dalla Fiat, proprietaria del marchio Cnh, che si è rifiutata, fino ad ora, di aprire qualsiasi trattativa.IL TAVOLO – La richiesta dei lavoratori, che continuano a presidiare i cancelli dello stabilimento, è sempre la stessa: che sia convocato un tavolo nazionale, alla presenza dei sindacati di categoria, dei rappresentanti della Fiat e del ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola.RINALDINI A IMOLA – Oggi è intervenuto al presidio di via Lasie anche il segretario nazionale della Fiom Cgil Gianni Rinaldini, che ha voluto rendere conto ai lavoratori dell’evoluzione della vicenda. “Non posso garantirvi nulla, perché non ci sono ancora certezze, ma sembra che possa essere convocato un tavolo a Roma in tempi brevissimi, tra stasera e domattina”, ha detto Rinaldini, che ha anche precisato quali richieste i sindacati avanzeranno alla riunione. “La prima richiesta è che la cassa integrazione, che oggi è passata da ordinaria a straordinaria, non sia più motivata ‘per cessazione dell’attività produttiva’, ma per ‘motivi di mercato’. E’ uno strumento consentito dalla legge, e va adottato immediatamente. Il tempo che così guadagneremo – ha aggiunto Rinaldini – dovrà essere impiegato per cercare una soluzione alternativa, che tuteli i lavoratori”."LA CNH NON E’ L’INNSE" – Rinaldini ha anche sconsigliato di mettere in pratica proteste plateali, come quelle andate in scena all’Innse di Milano. “Ogni battaglia ha le sue peculiarità”, ha detto ai lavoratori, ma ha anche aggiunto che “se il tavolo nazionale non dovesse essere convocato, valuteremo insieme quali forme di lotta adottare. Non possiamo lasciare che il peso della protesta sia tenuto tutto sulle spalle di un solo uomo”.LO SCIOPERO DELLA FAME – L’uomo è Guido Barbieri, l’operaio della Cnh al settimo giorno di sciopero della fame. Le sue condizioni di salute sono tuttora buone, seppur una settimana senza cibo lo abbia portato allo stremo delle forze. “Ricomincerò a mangiare – ha dichiarato Barbieri – quando sarà convocato ufficialmente il tavolo di trattativa”.

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