Cnh, la protesta cresce su Internet


MARTEDI’ 1 SET 2009 – La lotta dei lavoratori della Cnh continua. Di fronte alla noncuranza della Fiat, che ha deciso unilateralmente di chiudere lo stabilimento di Imola, i lavoratori si stringono intorno a Guido Barbieri, arrivato oggi al nono giorno di sciopero della fame, e continuano a presidiare i cancelli dello stabilimento, come fanno ininterrottamente ormai da due mesi. Ma la protesta prende anche forme nuove.IL DIARIO DEI LAVORATORI – Il 30 agosto, primo giorno dopo la fine della cassa integrazione ordinaria, i lavoratori senza sigle sindacali hanno messo online un blog dal titolo "Il diario dei lavoratori della Cnh Imola", in cui parlano e raccontano dell’evoluzione della trattativa. Trattativa che, fino ad ora, non c’è stata affatto. Un caso che stenta ad avere sui media nazionali lo spazio che meriterebbe.MARCHIONNE HA MENTITO – "Marchionne promette al governo di non chiudere stabilimenti in Italia per avere gli incentivi sull’auto. Pochi giorni dopo chiude la Cnh di Imola. Non è questo d’interesse nazionale?" si chiedono i lavoratori, che proprio per smontare la cortina di silenzio hanno deciso di usare il mezzo più a-territoriale e paritario di tutti: la rete.IL BLOG DI GIROLAMO PAPAGNI – Tra i lavoratori della Cnh c’è anche chi da tempo usa il proprio spazio web per raccogliere e diffondere le informazioni sullo stabilimento. Si tratta di Girolamo Papagni, delegato della Cisl, che nel proprio blog ha catalogato le notizie apparse sui quotidiani e ha postato i video degli interventi al presidio, come quello dell’ex ministro del lavoro Damiano.NUOVE FORME DI PROTESTA – Come spiegato ieri da Gianni Rinaldini, segretario nazionale della Fiom Cgil, intervenuto al presidio imolese, se la Fiat dovesse continuare a negare il tavolo di trattativa, i lavoratori prenderanno in considerazione altre forme di protesta.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet