Cna Reggio Emilia contro il divieto di accesso al credito per le piccole imprese


REGGIO EMILIA, 3 APR. 2009 – Si giocano tanto del loro presente e forse tutto il loro futuro le piccole e medie aziende nel rapporto con gli istituti di credito, irrigidito dal vento gelido della crisi e dall’atteggiamento ambiguo delle banche, spesso ripiegate sul loro esclusivo interesse e dimentiche della loro funzione istituzionale e della vera origine dei problemi attuali.Questi, assieme alla valutazione dei provvedimenti messi in atto a livello locale e nazionale dalle istituzioni pubbliche, alle proposte documentate delle associazioni di rappresentanza, tra cui spiccano quelle di CNA, allo stato dei rapporti tra banche e Confidi, i principali temi oggetto del convegno “Credito alle imprese: divieto di accesso?" organizzato da CNA Reggio Emilia per Venerdi 3 aprile alle ore 17,30 all’Hotel Posta, in piazza Cesare Battisti a Reggio Emilia.I lavori saranno aperti da una articolata relazione introduttiva di Enrico Bini, Presidente CNA di Reggio Emilia, che non mancherà di toccare i temi più attuali e scottanti relativi al rapporto banche-aziende, porrà l’accento sui risultati ottenuti dall’impegno di CNA e soprattutto indicherà la via per uscire da questo momento di difficile dialogo tra aziende ed istituti di credito.La serata proseguirà con gli interventi di Eugenio Pavarani, Docente di Economia dell’Università di Parma, di Domenico Menozzi, Direttore Unifidi Emilia Romagna, di Ivan Bertolini, Camera di Commercio di Reggio Emilia, di Sonia Masini, Presidente Provincia di Reggio Emilia, di Paolo Zavatti, ABI Emilia Romagna. Le conclusioni saranno tenute da Giorgio Allari, Segretario Provinciale CNA“E’ importante – afferma Enrico Bini, Presidente CNA Reggio Emilia – confrontarsi con gli Istituti di Credito, le Istituzioni Pubbliche, l’Università, i Confidi, in un momento estremamente delicato per le sorti della economia locale e nel quale la possibilità di un accesso al credito a condizioni ragionevoli può rappresentare la differenza tra successo e fallimento per la piccola e piccolissima impresa”.Tutti, in momenti come questo, debbono essere messi di fronte alle proprie responsabilità – continua Bini – e sinora non si può dire che le banche abbiano brillato per disponibilità, al di là delle dichiarazioni di circostanza. Mentre i primi effetti degli interventi istituzionali e delle iniziative delle associazioni come CNA, cominciano a farsi sentire, assistiamo ad una reiterata rigidità nell’erogare il credito verso la piccola e media impresa da parte delle banche che continuano a privilegiare i grandi clienti. In realtà nemmeno per gli istituti di credito dovrebbe essere accettabile il rischio di creare discontinuità di impresa, anche perché in questo difficile momento non è automatico che le risorse negate al piccolo imprenditore possano venire utilizzate da altri fruitori”. Secondo CNA occorre una svolta nelle politiche del credito che consenta alle piccole aziende di perseguire una politica di investimenti e di innovazione del processo produttivo e che si può ottenere con una revisione dei criteri di erogazione crediti che riportino i parametri ai valori del settembre 2008.

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