Cna raccoglie la sfida di Internet


BOLOGNA, 23 MAG. 2011 – L’Italia sconta da tempo un ritardo non solo economico, ma anche infrastrutturale e culturale, nell’ambito dell’economia dell’informazione. Negli ultimi anni, però, sta cercando di recuperare. Il primo dominio italiano è stato registrato nel 1987 e, a fine 2010, i siti con suffisso .it hanno superato i 2 milioni. L’Internet Economy italiana valeva nel 2010, 31,6 miliardi di euro (pari al 2% del Pil), in crescita del 10% rispetto ai 28,8 miliardi del 2009. Un valore ancora poco percepito nel nostro Paese, ma un’ opportunità che i piccoli imprenditori intendono cogliere e sfruttare per crescere.Da qui l’interesse dei Giovani Imprenditori e delle imprese della Comunicazione di CNA Emilia Romagna che a questi temi hanno dedicato la loro Convention, svoltasi oggi all’Autodromo di Imola, confrontandosi con economisti ed esperti del settore quali: Tito Boeri Docente Università Bocconi e Direttore scientifico Fondazione Rodolfo Debenedetti; Frieda Brioschi, Presidente Wikimedia Italia; Riccardo Luna, Direttore rivista Wired; Stefano Costa, Open Knowledge Foundation, e Raimondo Iemma, Fondazione Rosselli.“Secondo molte ricerche – ha spiegato Irene Tagliani, imprenditrice ferrarese Presidente dei 30mila giovani imprenditori associati a CNA Emilia Romagna – le PMI che usano Internet attivamente crescono più in fretta, raggiungono una clientela più internazionale, assumono più personale e sono più produttive rispetto alle aziende non attive sul web. Per via di Internet, le informazioni sono oggi a disposizione di tutti in tempi sempre più brevi e, un mondo, in cui l’informazione circola più velocemente è un mondo diverso. Mentre la Closed Innovation mirava a tenere idee e innovazioni chiuse, con la Open Innovation, le informazioni circolano, le aziende possono condividerle e collaborare per scambiarsi informazioni e concederle in licenza. Un tessuto di micro e piccole imprese competenti e connesse, potrebbe essere l’unica arma per competere in un mondo che viaggia alla velocità della luce”. Ci sono dunque interessanti opportunità per la crescita di quelle imprese che sapranno spostarsi on line e creare offerta utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal web per sviluppare il proprio business ed avere respiro internazionale. “ E’ un’intera generazione del digitale che si muove velocemente, produce e scambia contenuti, dati, informazioni, creando così opportunità. I giovani imprenditori e le imprese della comunicazione, si propongono di capire le modalità con cui si muove l’Open Generation; quali vantaggi e quali anche rischi possono derivare in un quadro dove più accesso equivale a più opportunità, ma anche tante incognite. “Ci interessa capire quali sono le modalità con cui si muove l’Open Generation e non a caso – sottolinea Fausto Bigliardi, titolare di un’agenzia di comunicazione a Reggio Emilia e Presidente di CNA Comunicazione Emilia Romagna che associa oltre 2.800 imprese – oggi abbiamo dedicato un workshop proprio al tema della proprietà intellettuale, al diritto di Internet e a come tutelare le idee nella rete; per sapere come muoverci nelle rete, quali possono essere i vantaggi di determinati approcci, ma anche quali gli eventuali rischi”.Mobile commerce, applicazioni per più piattaforme e georeferenziazione diventeranno una priorità. L’educazione digitale è un fondamento della crescita. Lo sviluppo dei comportamenti dei consumatori e delle aziende può essere stimolato e guidato, per esempio attraverso iniziative volte a rimuovere gli ostacoli alla diffusione di Internet o a trasmettere messaggi sulla sicurezza dei pagamenti online o tramite l’aumento dell’offerta di servizi da parte della Pubblica Amministrazione. “La sfida di Internet – ha detto l’economista Tito Boeri – è una sfida globale; per vincerla non è necessario che le micro e piccole imprese si pongano il problema di diventare dimensionalmente più grandi. Quel che serve è che si metano in rete e condividano conoscenze e strumenti. Accesso, apertura, trasparenza e collaborazione, sono queste le parole chiave che hanno portato ad approcci rivoluzionari vincenti. La condivisione delle conoscenze, l’infrastrutturazione di modelli collaborativi, la promozione dell’intelligenza collettiva, potrebbero costituire il nuovo paradigma attraverso il quale far ripartire il Paese e un’intera nuova generazione, l’Open Generation”.Come tutte le rivoluzioni tecnologiche, Internet sta modificando profondamente la cultura e la società, oltre che l’economia. “Ecco perché come ha annunciato Paolo Govoni Presidente di CNA Emilia Romagna come Confederazione riteniamo  fondamentale per i cittadini , le imprese e come forza sociale appoggiare la proposta di Stefano Rodotà, sottoscritta da 28 parlamentari, di inserire un articolo 21 bis nella Costituzione  che prevede l’eguale diritto di tutti di accedere alla rete”.

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