Cna: “Pubblico e privato insieme per ridare vita ai centri storici”


BOLOGNA, 4 NOV. 2009 – Evitare l’abbandono e il degrado dei Centri storici grazie ad un patto tra pubblico e privato che preveda il sostegno e l’insediamento di nuove botteghe artigiane. E’ quanto si propone CNA Emilia Romagna, che in regione associa 6.000 imprese tra botteghe storiche e pubblici esercizi, per salvaguardare il patrimonio delle botteghe tradizionali, che rischia di scomparire o quantomeno di depauperarsi. Perché ciò non accada occorrono norme chiare e regole semplici, insieme a progetti in grado di salvaguardare la presenza di piccole imprese e rendere i centri storici più attrattivi anche per chi vi si vorrebbe insediare per la prima volta. CNA ne ha parlato con amministratori, esperti ed imprenditori nel corso del convegno : "Le botteghe storiche, i centri cittadini, i pubblici esercizi" svoltosi ieri ad Imola. Alla Regione, CNA ha chiesto di predisporre una mappatura delle botteghe storiche in Emilia Romagna e di tutelare gli antichi mestieri artigiani rimasti. Questo in una logica di sviluppo dell’intero territorio cittadino, in modo che il Centro storico non sia visto soltanto come un costo, ma sempre più vissuto come fonte di risorse ed opportunità. E perchè possa diventare una risorsa, sia per le Amministrazioni comunali che per gli abitanti, “se solo – ha spiegato Gabriele Morelli, segretario regionale CNA – si comincia a guardare avanti, alleggerendo e semplificando i mille vincoli e le barriere che disincentivano gli investimenti da parte dei privati. CNA ha proposto di attivare una collaborazione tra pubblico e privato capace di valorizzazione l’esistente e  tutelare i centri storici, attraverso la creazione di nuove imprese e di nuovi luoghi di aggregazione in città sempre più multiculturali quali ormai sono quelle della nostra regione”. Proposta sulla quale si è detta d’accordo l’architetto Elena Franco, esperta di urbanistica e di riordino dei centri storici, sostenendo come non vi sia non una ricetta unica, una one best way possibile per la loro riqualificazione. “La ricerca e l’esperienza di altri paesi europei ha dimostrato che è necessario un mix di azioni che costituiscano un vero e proprio piano di azione, utile sia al pubblico che al privato. Occorre monitorare i locali commerciali e artigianali che restano vuoti in modo da attirarvi nuove imprese che intendono insediarsi. E’ dal mix pubblico-privato, intendendo per privato non soltanto le imprese artigiane , ma anche le loro associazioni, che può nascere una nuova politica di valorizzazione dei centri e dunque di marketing territoriale in grado di innescare anche uno sfruttamento turistico dei centri stessi.” Un po’ alla volta, abbandono dopo abbandono, i centri storici si svuotano e decadono. Per invertire questa tendenza, CNA propone ad esempio di predisporre modalità di gestione gratuita di immobili comunali dismessi che potrebbero diventare forni e confetterie, come quelli che c’erano tanti anni fa. Oppure farne luoghi di aggregazione culturale in grado di migliorare il livello di socialità e far tornar alla gente, la voglia stare insieme.Secondo Morelli, “sarebbe inoltre auspicabile una programmazione degli spazi pubblici e allo stesso tempo, l’adozione di processi organizzativi più efficaci, sia per il rilascio delle autorizzazioni, sia per un’attività più efficiente di accertamento delle violazioni”. E proprio la normativa regionale sulle botteghe storiche a cui i Comuni devono dare attuazione e stanziare i finanziamenti per l’ammodernamento delle imprese, sono state oggetto del convegno. “Mantenere vivi i Centri Storici delle città e competitive le imprese che vi lavorano nei confronti della grande distribuzione, che è situata al di fuori del centro, è l’obiettivo della la normativa messa a punto dalla Regione”. Così Paola Castellini, della direzione generale attività produttive commercio e turismo della Regione Emilia-Romagna. La competitività viene promossa con incentivi finanziari che consentono la qualificazione e l’innovazione (non soltanto in termini di strutture) dei Centri storici. “Si tratta di una normativa che intende gestire il centro cittadino come un centro commerciale naturale. La legge sulle botteghe storiche (n. 5/08) tende ad aumentare l’attrattività del territorio puntando sulle caratteristiche di autenticità e localismo delle produzioni del territorio. Anche qui sono previsti incentivi finanziari atti a tener vive le tradizioni. Le attività artigianali hanno queste caratteristiche e sono entrate a pieno titolo in questo quadro di incentivazione”.

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