CNA premia le “Donne che lasciano un segno”


BOLOGNA, 2 DIC. 2011 – Un riconoscimento per le “Donne che lasciano il segno”. A consegnarlo è CNA Emilia Romagna, che premierà il meglio della piccola imprenditoria femminile della regione. La cerimonia avrà luogo sabato 3 dicembre al Teatro Valli di Reggio Emilia – alle ore 10 nella Sala degli Specchi – nel corso di una Convention che vedrà la presentazione del Repertorio Regionale delle Imprese Femminili Eccellenti, giunto alla nona edizione. I successi raggiunti testimoniano che la voglia e la capacità di fare impresa da parte delle donne, nonostante la crisi, non è mai venuta meno; anzi le imprese femminili in Emilia Romagna aumentano, percentualmente, più di quelle maschili. Nell’ultimo anno si è registrato un incremento dell’1,1%.  Ma la crisi impone forti cambiamenti. Le imprese femminili si chiedono come e cosa cambiare per ricostruire l’Italia. Per questo, prima della premiazione, si parlerà di federalismo, di solidarietà e di fiscalità. L’Emilia Romagna ha fin qui dimostrato una forte capacità di provvedere con risorse proprie al benessere della comunità regionale. Questo dato deriva da molteplici fattori, ma certamente la determinazione nella partecipazione al lavoro dipendente e professionale e nel fare impresa delle donne emiliano romagnole ne è componente rilevante. Questa determinazione viene dalla nostra storia ed è fortemente iscritta nella nostra cultura, che fin qui ha però solo scalfito la necessità di condividere i compiti di cura fra donne e uomini e ha lasciato inalterato il differenziale salariale di genere. L’Emilia Romagna è stata prima della crisi e dei tagli un ecosistema, che ha consentito un equilibrio accettabile fra donne al lavoro e in impresa e lavoro di cura, pur fra mille affanni ed equilibrismi, grazie a una rete di servizi diffusa. I tagli, l’aumentata esigenza di ammortizzatori, l’incremento dei costi dei servizi, la loro non adeguatezza alle modifiche demografiche e ai sempre maggiori bisogni di cura nelle famiglie, si connettono al permanente differenziale retributivo di genere: se il lavoro delle donne è un bene per l’ economia, cosa si può fare per allontanare lo spettro che anche in Emilia Romagna, le donne si trovino a dover scegliere fra lavorare, far impresa o fare le veci di un welfare impoverito e costoso? Di distribuzione e ripartizione territoriale delle risorse, di welfare, di servizi e di federalismo possibile parleranno Alberto Cestari, ricercatore di Centro Studi Sintesi di Mestre e Walter Vitali, relatore sul federalismo fiscale in senato,intervistato da imprenditrici.  Andrea Ichino economista e co-autore del libro “L’Italia fatta in casa”, e Roberta Mori, consigliera della Regione Emilia-Romagna e Presidente Commissione, ragioneranno con Luisella Costamagna su come uscire dalla crisi e ricostruire l’Italia rendendo più competitivo il lavoro e le imprese di donne.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet