Cna: pmi ancora in sofferenza


 

E’ durata appena sei mesi la “ripresina” delle imprese modenesi del settore manifatturiero sino a 50 dipendenti. Nel secondo trimestre del 2014, infatti, le piccole e medie imprese modenesi hanno marcato un -1,1% rispetto allo stesso periodo del 2013, confermando la precarietà della situazione economica anche in un territorio dinamico come il nostro, caratterizzato da un export che rappresenta il vero punto di forza dell’economia locale. Ed è proprio il calo della quota di esportazioni (26,5% del fatturato nel primo trimestre, 21,8% nel secondo) che si evidenzia il momento di difficoltà delle piccole imprese, che difendono il fatturato (in aumento dell’1,5% rispetto all’anno prima), ed addirittura incremento l’occupazione (+1%). Il futuro? Contrastante, tra ordini interni attesi in calo (-1,4%) ed ordini esteri in crescita (+6%), dati che fanno attendere un terzo trimestre sostanzialmente stabile.

Una situazione in chiaroscuro, quella offerta dall’analisi settoriale, dove i segni più (quello dell’alimentare e delle macchine elettroniche, contrastano i con i meno del settore tessile e, soprattutto, quello della meccanica, che denuncia la tendenza più preoccupante in ambito produttivo. Ecco nel dettaglio gli andamenti settoriali (ciascun valore fa riferimento alla variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

ALIMENTARE

parametro

2° trim. 2013

2° trim. 2014

1° trim. 2014

PRODUZIONE

-5,4%

+7,6%

+0,7%

FATTURATO

-7,1%

+10,9%

-2,0%

ORDINI ITALIA

-11,8 %

-10,3%

+11,0%

ORDINI ESTERO

-6,4%

+29,2%

-1,6%

Crescita decisa per uno dei settori più rappresentativi della nostra economia, quello alimentare, che sente odore di Expo, almeno a giudicare dalle contrastanti aspettative sugli ordini.  Del restro il fatturato estero ha raggiunto un quarto di quello complessivo.

MAGLIERIA

parametro

2° trim. 2013

2° trim. 2014

1° trim. 2014

PRODUZIONE

+2,4%

-14,7%

+0,7%

FATTURATO

+4,0%

-5,2%

-19,4%

ORDINI ITALIA

-1,4%

-6,5%

+66,0%

ORDINI ESTERO

-1,0%

-3,8%

-3,5%

Tornano, invece, i tempi cupi per il comparto del settore moda dove ritroviamo in particolare il contro terzi. Tutti i parametri, infatti, vanno in territorio negativo, sia in rapporto al primo trimestre che ad un anno fa. 

ABBIGLIAMENTO

parametro

2° trim. 2013

2° trim. 2014

1° trim. 2014

PRODUZIONE

-12,8%

-4,9%

+1,4%

FATTURATO

-4,4%

-2,3%

+0,5%

ORDINI ITALIA

-10,5%

+5,0%

0,0%

ORDINI ESTERO

-3,0%

-26,0%

+10,7%

Va un po’ meglio, se così si può dire, nel comparo abbigliamento, dove trovano posto le imprese che producono in conto proprio. Ma, anche in questo caso, complici anche le incertezze nel quadro politico internazionale, le previsioni non sono certo rosee.

CERAMICA

Parametro

2° trim. 2013

2° trim. 2014

1° trim. 2014

PRODUZIONE

-12,6%

-6,6%

-2,5%

FATTURATO

-14,5%

-7,3%

-3,3%

ORDINI ITALIA

-12,5%

-5,2%

-7,3%

ORDINI ESTERO

-6,0%

+53,8%

+15,1%

Nessuna nuova sul fronte del terzo fuoco, dove continua la frenata, malgrado le attese rispetto al mercato estero.

PRODOTTI IN METALLO

parametro

2° trim. 2013

2° trim. 2014

1° trim. 2014

PRODUZIONE

+3,1%

+5,9%

+1,1%

FATTURATO

+5,5%

+11,4%

+4,0%

ORDINI ITALIA

+4,3%

+6,9%

+4,5%

ORDINI ESTERO

+8,7%

+13,3%

-12,5%

Riprende la crescita della meccanica pesante modenese, che, non a caso, è il settore che più di tutti ha contribuito alla tenuta dell’occupazione nel trimestre. Si tratta di un dato importante, perché va a compensare, almeno parzialmente, il trend decrescente della meccanica di precisione.

MACCHINE E APPARECCHI MECCANICI

Parametro

2° trim. 2013

2° trim. 2014

1° trim. 2014

PRODUZIONE

+0,4%

-10,5%

+4,6%

FATTURATO

+7,3%

-6,3%

+10,4%

ORDINI ITALIA

-2,4%

-11,6%

-3,3%

ORDINI ESTERO

+18,4%

-10,2%

+14,9%

Sono probabilmente i numeri più preoccupanti dell’intera indagine quelli che si riferiscono all’andamento congiunturale di questo comparto, che rappresenta la cerniera delle diverse filiere produttive del territorio. Una preoccupazione alimentata, purtroppo, anche delle previsioni per il futuro.

BIOMEDICALE

Parametro

2° trim. 2013

2° trim. 2014

1° trim. 2014

PRODUZIONE

+3,9%

-0,6%

+2,9%

FATTURATO

+8,8%

-5,1%

-6,1%

ORDINI ITALIA

+5,2%

-2,2%

-1,9%

ORDINI ESTERO

+17,0%

+23,0%

+13,7%

Stabile l’andamento di questo settore, che conferma la sua predisposzione all’export (48,3% del fatturato totale) anche per ciò che riguarda le piccole imprese.

APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE

parametro

2° trim. 2013

2° trim. 2014

1° trim. 2014

PRODUZIONE

+5,1%

+4,1%

+13,1%

FATTURATO

+7,1%

+1,5%

+5,6%

ORDINI ITALIA

-7,5%

+12,9%

+2,8%

ORDINI ESTERO

+2,4%

-0,5%

+39,9%

Conferma la sua dinamicità un comparto magari ancora non molto rappresentativo per la nostra economia, ma da seguire attentamente, sia per la sua “esportabilità” (un prodotto su tre finisce oltreconfine), sia per i suoi contenuti in termini di tecnologia ed innovazione.

Sono state subito frustrate le attese di ripresa che hanno fatto seguito ai positivi rilievi del primo trimestre – commenta Umberto Venturi, presidente di CNA Modena – a testimonianza della precarietà di una congiuntura economica davvero incerta. Un’incertezza che non gioca certo a favore degli investimenti”.

Occorre – continua il massimo rappresentante di CNA Modena – un intervento di sostegno immediato all’economia, a cominciare da massicci investimenti pubblici, ed un sostegno a quelli privati, per rilanciare la domanda aggregata. Le piccole imprese rischiano di soccombere per la riduzione della domanda interna, per la soffocante pressione fiscale, per i mancati o ritardati pagamenti pubblici e privati, per l’estrema difficoltà a ottenere credito. Non è più rinviabile un cambio radicale delle politiche economiche europee e italiane per ridare fiducia e favorire una inversione di tendenza nell’economia”

La strada c’è, ad esempio attraverso la legge di stabilità 2015, “che deve essere – chi parla è sempre Venturi – l’occasione per ridurre – in concreto – la pressione fiscale sugli artigiani e sulle piccole imprese. Non è più accettabile che per il medesimo reddito di 20.000 euro all’anno una impresa individuale debba pagare circa 2.300 euro in più di tasse rispetto ad un lavoratore dipendente. Ci aspettiamo che siano adottate rapidamente misure per azzerare questi squilibri”.

Quali? Ad esempio la progressiva estensione agli imprenditori individuali ed ai professionisti delle detrazioni o del bonus 80 euro previsto per i lavoratori dipendenti, e l’innalzamento a 25.000 euro della franchigia IRAP, ora a 10.500 euro. Azioni finanziabili attraverso il “fondo taglia tasse”, alimentato dalle entrate provenienti dalla lotta all’evasione e dalla riduzione della spesa pubblica improduttiva”.

Del resto in un Paese in recessione come l’Italia, condizione certificata prima dall’OCSE e poi da S&P, aumentare la tassazione, diretta o indiretta che sia, sarebbe un autogol contro la crescita”.

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