Cna Impresa Donna E-R ha una nuova presidente


BOLOGNA, 12 MAR. 2010 – Benedetta Rasponi è la nuova presidente di CNA Impresa Donna Emilia Romagna. Subentra a Paola Sansoni eletta nelle scorse settimane Presidente nazionale. La Rasponi, bolognese, è contitolare con la madre della ditta “Brillante”, azienda che produce prodotti di maglieria e abbigliamento donna coniugando manualità, creatività e innovazione. Una produzione Made in Italy che trova ampie nicchie di mercato all’estero, in particolare su quello giapponese.Benedetta Rasponi è impegnata da oltre dieci anni in ruoli dirigenti all’interno di Cna: è stata infatti presidente di Cna-Federmoda Bologna e dal 2005 è componente della Presidenza provinciale dell’Associazione bolognese, all’interno della quale ha ricoperto anche l’incarico di componente la Presidenza del Comitato Giovani Imprenditori. Numerosi gli incarichi e gli impegni anche al di fuori di Cna; tra questi quello di Consigliere in Camera di Commercio Bologna e Consigliere del Centro Medico Specialistico di Bologna e di Ecipar Bologna.“Chi dice donna, in Emilia Romagna, dice impresa”. Lo dicono i numeri e le percentuali di incremento che l’imprenditoria al femminile ha fatto registrare negli ultimi anni. Infatti, nonostante la crisi, in regione il numero delle donne alla guida di imprese continua a crescere “probabilmente perché – come spiega la neo Presidente – le imprese femminili resistono meglio alla tempesta in quanto imprese che fanno molto con poco; allenate, dalla disparità nell’accesso alle risorse, a trovare soluzioni a minor rischio e maggiormente accessibili. E’ un dato di fatto che le imprese femminili rappresentano, con la loro capacità adattiva, un volano economico indispensabile, una grande opportunità per favorire l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro ed una grande ricchezza per aiutare il Paese in crisi, sostenendone la domanda interna”.In Emilia-Romagna, nell’ultimo anno si è registrato un incremento del +2,04% di imprese femminili. I servizi alle persone presentano il tasso di femminilizzazione più alto tra i settori dell’economia regionale: il 46,4%, poco meno di un’impresa ogni due. La presenza di imprese femminili è pari al 41,4% nella sanità, al 32,8% negli alberghi e ristoranti e al 32% nell’istruzione. Il maggiore exploit degli ultimi quindici mesi si è registrato però nei servizi alle imprese, che aumentano di 15mila unità. Il settore energia, non tradizionalmente femminile, registra il maggior aumento percentuale: +31,76%. Anche in Cna crescono le imprenditrici associate: sono 27.800; di queste il 6,08% sono nate all’estero. Un incremento, quello fatto registrare da donne che intraprendono un proprio percorso di lavoro autonomo, determinato anche dall’emergere di nuovi settori  nei quali fare impresa, attività innovative che offrono ampi spazi di mercato nei quali far valere le proprie peculiarità da parte di donne mediamente giovani, in possesso di alta scolarizzazione e di competenze professionali elevate. Un mix, quello tra saperi, know how e relazioni che sta sempre più valorizzando la presenza dell’imprenditoria femminile in questa regione.

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