Cna: I rischi della delocalizzazione


“La puntata di Report andata in onda su Rai 3 domenica scorsa ha messo in evidenza non soltanto una storia di maltrattamento degli animali ma pure a quali condizioni le griffe delocalizzano le produzioni all’estero. La modalità con la quale viene attuata questa transumanza delle principali griffe della moda – sostiene Marco Gasparini, Presidente CNA Federmoda Emilia Romagna – sta mettendo a dura prova il distretto produttivo tessile e calzaturiero dell’Emilia Romagna”. E’ da anni che CNA Federmoda denuncia il dilagare di comportamenti che rasentano l’illegalità, così come una concorrenza sleale messa in atto dai nostri stessi Paesi Partner europei ma è davvero molto difficile scardinare quel muro che divide la reputazione di grandi competitor mondiali dalle denunce delle piccole imprese artigiane. I distretti della moda dell’Emilia Romagna rappresentano il top in Europa in termini di innovazione tecnologica, design e competenze manifatturiere. Ciò nonostante il numero di queste imprese è in continuo calo. Alla chiusura di imprese che contavano 30 – 40 addetti (in prevalenza personale femminile) fa da contraltare l’apertura di piccole realtà commerciali che in nessun modo può compensare la perdita di know how e di lavoro espresse dalle prime. È tutto il territorio emiliano romagnolo che rischia di perdere la sua identità. Alla vigilia delle elezioni regionali in Emilia Romagna, CNA Federmoda ritiene che la nuova Regione potrà fare molto per la valorizzazione e il sostegno di questi distretti produttivi, a partire dal loro riconoscimento in Europa. CNA Federmoda è disponibile fin d’ora per avviare un confronto costruttivo anche con le forze politiche per far si che il settore possa assumere nuovamente un ruolo centrale sia in regione che a livello nazionale ed europeo.

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