Cna-Fita, class action vincente contro Autostrade


BOLOGNA, 1° AGO. 2011 – Dopo che il 17 dicembre 2010 i loro mezzi erano rimasti bloccati per ore e ore sulla Bologna–Firenze, centinaia di imprese hanno scelto di mettere insieme le forze e di rivolgersi all’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato. A guidarli c’era CNA-FITA Emilia Romagna, che oggi annuncia orgogliosa il risultato raggiunto: una sanzione di 350.000 euro di multa inflitta alla Società Autostrade per pratica commerciale scorretta, consistita nella gestione totalmente inadeguata dell’emergenza causata dalla nevicata che la settimana prima di Natale ha colpito l’Appennino tosco-emiliano.Attraverso i propri legali, CNA-FITA ha promosso un’azione risarcitoria collettiva per gli incredibili ed inaccettabili disagi subiti dalle imprese di autotrasporto in tale occasione, chiedendo per gli autotrasportatori coinvolti una somma stimabile in almeno 10 milioni di euro per il ristoro di tutti i danni materiali e morali subiti, singolarmente quantificati, in via equitativa come prevede la legge, in un minimo di 100 euro per ogni ora di sofferenza della persona ed un minimo di 300 euro orari per il blocco del mezzo nella rete viaria, oltre a tutti gli ulteriori danni singolarmente dimostrabili.“Non possiamo che essere soddisfatti per questo importante ed autorevole pronunciamento – spiega il segretario regionale Elmo Giovannini – che rafforza l’azione da noi già avviata. Ad oggi sono state raccolte centinaia di adesioni che verranno presentate al Tribunale di Roma, il quale, se riterrà l’azione ammissibile, potrà emettere un’ordinanza con la cui  pubblicazione si potrà dare ulteriore notizia del ricorso in modo che tutti gli interessati, anche quelli che inizialmente non hanno aderito, o non hanno saputo, possano aderire al giudizio e chiedere singolarmente tutti i danni subiti”.Ora, infatti, l’Antitrust ha definitivamente accertato che:a) il peggioramento delle condizioni climatiche nell’area fiorentina dell’A1 del 17 dicembre, con il verificarsi di precipitazioni nevose, era conosciuto dalla società Autostrade con congruo anticipo;b) l’effettiva intensità dell’evento nevoso, che è risultata superiore alle previsioni, è stata monitorata senza soluzione di continuità dagli strumenti di rilevazione del traffico;c) dalla mattina del 17 dicembre 2010 e sicuramente dalle prime ore del pomeriggio dello stesso giorno, la società Autostrade era perfettamente a conoscenza della situazione di estrema criticità che si stava determinando sul tratto dell’A1 nell’area compresa fra Bologna e Firenze;d) l’informazione all’utenza su tali situazioni di estrema e complessa criticità con il verificarsi di consistenti e continui blocchi del traffico non viene fornita ai consumatori in modo corretto;e) le misure assunte per prevenire e risolvere le suddette criticità risultano insufficienti, inadeguate, intempestive e accompagnate, ancora una volta, da carenti informazioni;f) il concomitante effetto dei fattori sopraelencati ha determinato una situazione di blocco che ha coinvolto migliaia di consumatori alcuni dei quali sono rimasti in autostrada fino a 30 ore (la stessa Socieà Autostrade ha dichiarato nella relazione resa all’ANAS che i transiti nel tratto autostradale interessato dagli eventi in esame il 17 dicembre 2010 sono stati di circa 25.000 automezzi costretti in una coda di svariati chilometri e in condizioni di gravissimo disagio).E pertanto, prosegue la sentenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: “La condotta tenuta dalla Società Autostrade per l’Italia, come ricostruita nelle risultanze istruttorie, palesa una pratica commerciale scorretta sotto due diversi aspetti: in primo luogo, sotto il profilo delle modalit‡ di trasferimento ai consumatori delle informazioni sulle reali condizioni di viabilità e, in secondo luogo, sotto il profilo delle modalità di gestione della situazione di criticità verificatasi”.Ora l’azione di CNA-FITA, coordinata a livello nazionale, proseguirà per giungere al pronunciamento del Tribunale che stabilisca il diritto al rimborso dei danni diretti ed indiretti subiti dalle imprese.

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