Cna-Federmoda, missione russa per rilanciare il Made in Italy


BOLOGNA, 1 MAR. 2010 – Il 2009, l’anno della crisi, verrà ricordato soprttutto per il crollo delle nostre esportazioni. Un andamento a dir poco preoccupante le ha fatte precipitare del 20,7%, dato che sale al -22,5% se riferito alla sola Europa. Nel 2010, quindi, urge rilanciare il Made in Italy delk settore moda. E’ questo lo spirito con il quale, dal 23 al 27 febbraio, venti imprese emiliano romagnole associate a CNA-Federmoda hanno partecipato alla quattordicesima edizione di Collection Premiere Moscow, la fiera internazionale che si svolge due volte all’anno per favorire incontro con gli operatori russi della distribuzione, gli importatori e i buyers che decidono la tipologia di prodotto da collocare nelle boutique di tutta la Federazione Russa.La crisi ha picchiato duro e continua a farlo. ”Le nostre imprese – commenta Isabella Angiuli, responsabile  export di CNA Emilia Romagna – sono tuttora schiacciate dall’incudine della recessione ed il martello dell’asfissia creditizia e fiscale. Nel 2009, si sono trovate a fare i conti con un calo di ordinativi che ha superato il 30%. Il crollo del fatturato ha innescato un’ulteriore stretta creditizia da parte delle banche, finendo col causare un peggioramento della crisi. E tuttavia, le imprese non si arrendono e guardano avanti, proponendosi con prodotti di alta qualità ad un appuntamento mondiale così importante qual’ è la vetrina moscovita”.Vestire italiano è un patrimonio da difendere e gli imprenditori emiliano romagnoli lo fanno puntando sulla qualità dei propri capi, la serietà  e lo studio di un italian styling, innovativo e ricercato. E la qualità paga. Nonostante il 2009 sia stato un anno non positivo per il comparto moda in Russia, gli operatori italiani sperano fortemente in una ripresa di un mercato che con i suoi circa 150 milioni di consumatori , secondo alcuni analisti finanziari, potrebbe diventare, nei prossimi anni, il primo mercato dell’abbigliamento, superando USA ed Europa, e divenendo piattaforma distributiva su tutta l’area dell’Est Europa. Ed è proprio in Russia che finisce oltre il 20% di abbigliamento emiliano-romagnolo, vero leader di questo mercato grazie alla originalità, alta qualità dei propri prodotti e a prezzi competitivi. Questa edizione invernale di Collection Premiere Moscow ha visto, oltre l’Italia, la presenza di Paesi quali Germania, Austria, Francia, Turchia e Finlandia con un numero di espositori superiore del 20% rispetto all’edizione dello scorso settembre, mese nel quale la crisi aveva toccato la sua fase più acuta.” Il fatto che le nostre aziende abbiano consolidato presenza e commesse sul mercato russo, pur in presenza di grandi difficoltà per il Made in Italy – prosegue Isabella Angiuli – rappresenta un’iniezione di fiducia che consente alla nostra filiera della moda di continuare ad investire in direzione di gran parte dell’area ex-sovietica”.Il cauto ottimismo degli imprenditori presenti alla Fiera è stato sottolineato da Morena Rossi, titolare del marchio Moricastello che sin dal 2003 partecipa alla Collection che evidenzia insieme ad un’altra imprenditrice, Cinzia Orsini della ditta Colb come “uno dei problemi ancora aperti resti quello dei pagamenti internazionali, che vedono nella normativa russa alcuni pesanti vincoli per le imprese italiane esportatrici”.Consapevoli di queste difficoltà, i dirigenti di Cna presenti a Mosca hanno incontrato, giovedì 25 febbraio, l’Ufficio ICE di Mosca e Unicredit Banca, da sempre sensibili al tema della promozione e sostegno alle piccole e medie imprese italiane. “Il mercato russo – spiega Roberto Pelo, direttore Ice Mosca – deve essere affrontato in modo strutturato dalle nostre imprese, che dovrebbero prevedere una presenza costante attraverso la costruzione di piattaforme commerciali in loco. Lo showroom o la società di trading italiana a Mosca, rappresenterebbero la modalità più proficua per un miglioramento delle performance commerciali delle nostre aziende.” Piena disponibilità ad affiancare le imprese da parte di Massimiliano Giuliani, responsabile di Italian Desk di Unicredit, che solo a Mosca vanta 42 sportelli: “Nonostante il mercato russo presenti alcune difficoltà, che hanno fatto desistere anche grandi gruppi industriali italiani, vi è tutta la nostra disponibilità a far crescere la presenza il Made in Italy in questo Paese, affiancando le piccole e medie imprese nelle problematiche legate ai finanziamenti e alla riscossione dei crediti.” Gli scarsi investimenti nella distribuzione commerciale e nel marketing, restano purtroppo – conclude Isabella Angiuli – i punti di debolezza di un sistema manifatturiero, quello emiliano romagnolo, che ha pochi eguali nel mondo; debolezze che intendiamo affrontare sempre più con strumenti che nella nostra regione hanno già dato vita ad esperienze importanti quali l’aggregazione temporanea tra imprese o società consortili”.

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