Cna E-R: calano fatturato e investimenti. Bene l’export


BOLOGNA, 29 AGO. 2013 – L’andamento congiunturale del primo trimestre 2013 è decisamente negativo: giù fatturato e investimenti. E’ quanto emerge dall’analisi dei bilanci di 5.040 piccole imprese effettuata da Istat per l’Osservatorio congiunturale TrendER, realizzato da CNA Emilia Romagna e dalla Federazione Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna.Dati economici, dunque, più che preoccupanti che presentano un ulteriore indebolimento rispetto al 2012: il fatturato con il –10,12% tocca il livello più basso dal 2008; crollano gli investimenti che con il –45,3% registrano anch’essi il livello più basso dal 2008. Unico segnale positivo è per il fatturato estero che registra, dopo 4 trimestri consecutivi di segno negativo, un valore tendenziale del +59%, non sufficiente, tuttavia, a compensare il crollo della domanda interna.Inoltre, continua la stretta creditizia che ha visto contrarre i prestiti alle imprese di un –3,6% tendenziale, il che significa ben 38,7 MD di prestiti in meno alle imprese, nel periodo maggio 2012 –maggio 2013. Il settore delle Costruzioni, dopo un secondo semestre 2012 di lieve ripresa, registra un calo del fatturato pari a -18,1% e tocca il livello più basso dal 2008. Continua la crisi del settore legno che registra un calo tendenziale del fatturato pari al –20,8%. Solo l’alimentare registra, ormai da sette trimestri consecutivi, un dato positivo alla variabile fatturato con un +2,05%.“Vedremo nelle prossime settimane – commenta Gabriele Morelli, Segretario CNA Emilia Romagna – se pure i dati del secondo trimestre confermeranno questa tendenza, come purtroppo temiamo, in quanto nei mesi scorsi, anche il panel dei nostri imprenditori che utilizziamo come Osservatorio privilegiato per l’ascolto di attese e previsioni, aveva già anticipato il permanere di forti difficoltà ancora per tutto il 2013”Per l’artigianato e la micro-piccola impresa, in questi numeri vi è la conferma di una particolare pesantezza della crisi, che deriva soprattutto dalla scarsa domanda interna. “Infatti, – prosegue Morelli – lo stesso segnale positivo registrato dall’export, pur molto importante in sé, in queste dimensioni d’impresa riguarda un numero limitato di aziende che non riesce assolutamente ad attutire gli effetti del calo del fatturato interno. Ecco perché sono urgenti politiche anticicliche che mettano velocemente in circuito risorse in grado di spingere fatturato ed investimenti. All’intervento sullo sblocco dei debiti della Pubblica Amministrazione debbono essere associati interventi di riduzione della pressione fiscale sui redditi bassi e sulle piccole imprese, per ridare fiducia nel futuro e rimettere in moto un meccanismo di produzione e distribuzione delle risorse a beneficio di ampie fasce di cittadini”

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