Cna e il welfare: un manifesto all’insegna della sussidiarietà


BOLOGNA, 8 OTT. 2011 – “Cominciamo a dare risposte alla domanda crescente di assistenza da parte delle famiglie. Diamo servizi a chi si prende cura in casa propria di un anziano o di persona non autosufficiente. Non facciamoci condizionare dalle ridotte risorse a disposizione delle Amministrazioni locali, ma integriamo il sistema pubblico di welfare attraverso un mercato privato e qualificato di servizi alla persona”. Questo il “manifesto” lanciato da CNA Emilia Romagna nel corso del convegno “Bisogni delle famiglie e servizi alla persona: una sfida sociale e imprenditoriale”, oggi a Bologna dopo due giorni di intenso dibattito. La preoccupazione di CNA nasce dal fatto che, mentre cresce la domanda di servizi, calano le risorse a disposizione degli Enti locali e il carico per le famiglie diventa insopportabile. Una famiglia su dieci ha almeno un componente disabile al proprio interno e l’80% di tali famiglie non risulta essere assistita dai servizi pubblici; oltre un terzo di queste famiglie è composto da persone disabili sole. La spirale di tagli alla spesa sanitaria e sociale e alle agevolazioni fiscali alle famiglie che è stata avviata, rende ancora più difficile pensare a risposte adeguate al bisogno continuativo di sostegno per le funzioni elementari della vita per le persone non autosufficienti. La domiciliarità rappresenta la chiave di volta del nostro sistema di servizi, vera e propria condizione di funzionalità e sostenibilità del sistema. Per questo CNA Emilia Romagna ha deciso di candidare le proprie imprese a diventare parte attiva nel welfare regionale. Lo ha fatto analizzando a fondo i problemi di chi si prende cura di altri e formulando proposte precise per accompagnare lo sviluppo di un moderno settore di servizi alla persona che aumenti le opportunità di lavoro buono e regolare, da parte di imprese socialmente responsabili, fornendo altresì la possibilità di una migliore conciliabilità del tempo di lavoro e di cura alle famiglie, passando dall’attuale aiuto domestico ad una offerta articolata, progettata e qualificata di servizi. Tutto questo guardando anche alle esperienze europee, alla Francia innanzitutto, dove si è riusciti ad offrire un esempio innovativo di sostegno al mercato dei servizi alla persona,  agevolare l’accesso, professionalizzare gli operatori e migliorare le condizioni di lavoro. L’obiettivo di CNA è quello di dare risposta ad una domanda sociale qualificata di tutti quei servizi che contribuiscono al benessere dei cittadini a casa propria. Per creare anche in Italia una rappresentanza di famiglie che sono anche datori di lavoro, al termine del convegno è stato siglato il primo protocollo europeo di collaborazione tra CNA, “Anziani e non solo” e FEPEM e costituito un gruppo di lavoro permanente.“Si deve cambiare – ha sottolineato nel corso del convegno il Presidente di CNA Emilia Romagna Paolo Govoni – ripensando a politiche sociali orientate al sostegno della domanda. Chiediamo politiche mirate per sostenere un nuovo settore ad elevate potenzialità di sviluppo economico e sociale. In sostanza di passare dall’attuale aiuto domestico ad un’offerta articolata, progettata e qualificata di servizi con un combinato disposto di interventi”. Queste le proposte della Confederazione: qualificare l’offerta e riprogettare la domiciliarità in un’ottica di integrazione pubblico-privato; sviluppare adeguate politiche di conciliazione e sostegno alle famiglie utilizzando la leva fiscale; sostenere e favorire la libertà di scelta nell’accesso ai servizi, promuovendo ove pertinente l’utilizzo di voucher; sostenere la creazione di nuove imprese e di reti di imprese di servizi alla persona; semplificare le procedure amministrative e di incontro per facilitare l’accesso ai servizi, favorendo l’emersione del lavoro nero; introdurre la deducibilità dal reddito dei costi per l’assistenza. Il tutto creando la fiducia degli utenti attraverso la creazione di appositi marchi. “Comprendiamo – ha spiegato ancora Govoni agli interlocutori presenti – che in un momento di tagli lineari possa apparire una provocazione avanzare l’idea di promuovere un mercato fatto da imprese responsabili, sociali e non, che accettino un mercato regolato, promosso come si è fatto per il risparmio energetico, con una potente iniezione di agevolazioni fiscali e accompagnato dalla possibilità di trasformare, in modo premiale per le famiglie, forme di sostegno al reddito legate alla non autosufficienza, in buoni servizio. Tutto questo appare sostenibile vista la presenza di un mercato destinato a crescere e non necessariamente limitato alle persone non autosufficienti, anziane e non. Nel cercare una strada per non scaricare sulle famiglie il dramma della non autosufficienza, CNA ritiene che sia ormai tempo di promuovere una integrazione positiva per una nuova sostenibilità della vita quotidiana, per nuovo lavoro buono e regolare, per imprese responsabili.”Su queste proposte, CNA Emilia Romagna ha avviato nei due giorni del convegno, un proficuo confronto con soggetti sociali e istituzionali. Sono intervenuti tra gli altri: l’onorevole Livia Turco, della Commissione Affari sociali della Camera, Loredana Ligabue Presidente SOFIA scs, Marie Beatrice Levaux, Presidente FEPEM, Natale Forlani, Direttore generale del Ministero del Lavoro, Stefano Zamagni dell’Università di Bologna, Luca Beltrametti dell’Università di Genova, Lea Battistoni, esperta di politiche sociali del lavoro, Grazia Labate Università di York, Carlo Lusetti Assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna,  Giuliano Barigazzi Assessore alla Sanità della Provincia di Bologna, Virginio Merola Sindaco di Bologna, Luca Rizzo Nervo, Assessore alla Sanità del Comune di Bologna, l’on. Giuliano Cazzola, Vice presidente Commissione Lavoro della Camera e l’on. Alessandro Montagnoli, Vice Presidente Consiglio nazionale ANCI.

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