Cna e il sisma, un annonon è passato invano


BOLOGNA, 16 MAG. 2013 – Da sempre gli anniversari sono tempo di bilanci. E in prossimità del 20 e 29 maggio nei 33 comuni dell’Emilia Romagna colpiti dal terremoto si può dire che un anno non è passato invano e la ricostruzione, pur tra mille difficoltà è avviata. C’è voglia di ripartire tra gli imprenditori, di ricominciare. Ma non è facile. Nell’area colpita vivono quasi 600.000 persone (circa il 14% della popolazione regionale); vi sono concentrate migliaia di attività produttive, commerciali e di servizio e il 2% dei lavoratori dipendenti dell’industria. Il danno economico è stato enorme. Nell’area interessata, sono localizzate 51mila imprese, di cui 7mila manifatturiere che rappresentano circa il 15% della realtà produttiva regionale e circa 175 mila addetti. Una realtà economica gravemente ferita. Alle aziende che hanno subito ingenti danni, vanno infatti aggiunte quelle imprese che pur non danneggiate direttamente, hanno subito l’impatto del terremoto o con il calo anche pesante di commesse e ordini (una riduzione media del fatturato stimabile in un 30%) o perché obbligate a delocalizzare in quanto la loro attività si è trovata nelle zone off-limits.Tutto questo si è tradotto inevitabilmente anche sull’occupazione. Banca Italia stima che nel comparto industriale siano stati circa 2.400 (il 20% del totale regionale) i posti di lavoro dipendente perduti nel 2012. L’unica eccezione è rappresentata dal settore edile che, grazie all’avvio del processo di ricostruzione, è invece aumentato di circa 1000 unità, in controtendenza con quanto avviene nei comuni non colpiti e nel resto della regione. Ripartire è stato ed è difficile. I motivi sono diversi e nessuno di questi dipende dagli imprenditori. “Innanzitutto – spiega Lalla Golfarelli responsabile divisione politiche locali CNA Emilia Romagna – la mancanza di una legge sulle calamità naturali e la mancanza di esperienza nella gestione di un terremoto che avesse come riferimento una delle aree a più alta intensità produttiva e industriale. Si è dovuto letteralmente “inventare” tutto dall’A alla Z e si sono fatti i conti con la burocrazia italiana, le cui parti tradizionalmente non comunicano e che, nonostante vi sia una legge nazionale sulle decertificazioni, fatica ad accettare le autocertificazioni e i controlli ex post, come normalità. Così, ciò che dovrebbe essere semplice, come avere ad esempio un Durc in tempo reale, è diventato per molte imprese, un dramma”. Situazione pesante, dunque, che tuttavia ha iniziato ad evolversi. Sono stati risolti nel decreto 43 del 26/4/2013, alcuni problemi quali la proroga dello stato di emergenza fino alla fine del 2014 e la riapertura dei termini per accedere al prestito per gli adempimenti fiscali delle imprese danneggiate fino al 30 settembre 2013. Ma altri problemi restano ancora aperti: è necessaria l’approvazione di alcuni emendamenti al suddetto decreto a partire dalle proroghe per la verifica di sicurezza degli immobili a uso produttivo non danneggiati, all’integrazione con altre modalità di verifica delle mappe INGV per la soddisfazione della verifica di sicurezza e l’estensione dei beneficiari dei contributi per i primi interventi provvisionali su edifici non danneggiati, finanziato con fondi Inail, alle imprese senza dipendenti. Centrali sono anche emendamenti che consentano lo slittamento dei termini per il pagamento dei tributi, contributi e premi assicurativi e l’estensione della copertura del prestito fiscale a tutto il 2013, nonché l’inclusione fra i beneficiari, delle imprese con danni economici. Ciò consentirebbe alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli imprenditori agricoli di assolvere gli adempimenti fiscali e contributivi dell’anno 2013 con ricorso al prestito, senza sanzioni ed interessi, includendo anche i pagamenti relativi agli avvisi bonari e ai ravvedimenti operosi in corso di pagamento. CNA propone di valutare la restituzione della quota capitale in cinque anni. Le perdite registrate dalle imprese nel bilancio 2012 devono essere distribuite nei bilanci dei cinque anni successivi, e deve essere eliminata ogni ambiguità sulla detassazione dei contributi.“L’anno 2012 – sottolinea il segretario CNA Emilia Romagna, Gabriele Morelli – deve essere considerato fiscalmente “franco”: per questo chiediamo che non siano applicati né gli studi di settore, né altri criteri di analisi induttiva almeno per tutto il 2012. Accanto all’accoglimento di queste richieste è inoltre indispensabile il superamento del Patto di stabilità per i Comuni colpiti, anche consentendo loro di dotarsi di personale dedicato per ottenere il massimo snellimento burocratico. Ci sono, come lamentano le imprese, alcuni colli di bottiglia che vanno rapidamente rimossi. Da qui la necessità di rendere più veloce ed adeguato il lavoro dei tecnici e dei progettisti ed il lavoro di alcuni uffici comunali. C’è bisogno di rafforzare i nuclei di valutazione affinché le domande presentate siano esaminate più rapidamente; per fare tutto questo si può ad esempio incrementare il personale dedicato, spostandolo da altri incarichi a questo impegno assolutamente prioritario.”E gli imprenditori cosa pensano? Qual è il loro stato d’animo? C’è sicuramente e c’è stata sin dall’inizio una volta fatta la conta dei danni, una gran voglia di ricominciare; una volontà che non è mai venuta meno neppure di fronte ai tempi lunghi della ricostruzione, alla burocrazia e ai provvedimenti non snelli per ricevere finanziamenti e nulla osta. “Le piccole e piccolissime imprese – spiega il Presidente di CNA Emilia Romagna, Paolo Govoni – scontano la mancanza di liquidità connessa alla situazione economica, le restrizioni del credito, i ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione e non solo, le anticipazioni connesse con la ricostruzione e con la quotidianità della gestione di impresa. Mai come ora per le imprese colpite dal sisma il tempo è denaro e le procedure per l’accesso ai contributi pubblici per la ricostruzione sono la chiave per la ripresa della produzione e di un intero territorio. Le lungaggini hanno in qualche modo generato anche rabbia per i tempi della politica, ancora una volta sfasati rispetto alle necessità delle imprese e dei cittadini. Per questo CNA ha promosso con una costante iniziativa, proposte volte a sbloccare situazioni, rendere più chiare le norme, velocizzare i tempi e semplificare i processi”. Gli effetti del sisma sull’economia dei territori colpiti, i costi per imprese e amministrazioni dei 33 comuni coinvolti verranno presentati nel corso di una conferenza stampa che si terrà il 28 maggio prossimo venturo a Bologna.

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