Cna: all’edilizia servono misure straordinarie


In regione dall’inizio della crisi ad oggi, si contano 13mila unità in meno (oltre il 20%); rispetto al 2014, si è avuto un calo che ha superato il 10%, nonostante i lavori del terremoto. A Reggio Emilia la produzione è crollata del 31,6% dal 2008. Oltre 900 le cessazioni “non d’ufficio” solo nel 2015, passando da 12.530 a 12.375 imprese (-1,2%). Sono i numeri che certificano la crisi che, dal 2008, ha travolto il settore dell’edilizia anche sul nostro territorio. Per questo non si può più rimandare un pacchetto di interventi urgenti e straordinari per arrestare l’emorragia e cercare di avviare la ripresa di un comparto che non ha mai intravisto l’uscita dal tunnel”. A lanciare questo appello è il direttore CNA Fabio Bezzi.

“Recuperare le imprese e i lavoratori usciti dal mercato non è facile né scontato – spiega Bezzi – ma non si può perdere altro tempo. Il Governo deve cominciare presto e bene a intervenire su questo settore cruciale per la ripresa economica dell’Italia. La semplificazione burocratica, la trasformazione in credito da cedere, ad esempio, alle banche, del bonus per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica, l’allentamento della stretta creditizia, l’alleggerimento fiscale sono i primi ingredienti di una incisiva politica per il rilancio del settore da mettere rapidamente in campo.

Ma è indispensabile un piano pluriennale straordinario che permetta la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio a partire dalle aree colpite dai recenti terremoti, e una rigenerazione urbana profonda di tutti i centri d’Italia, piccoli, medi e grandi. Insomma, è ora di far uscire dai box Casa Italia, che racchiude tutto questo nella sua missione”.

“Una chiara indicazione di rotta sull’edilizia, sostenuta da adeguate risorse, da parte del nuovo Governo – conclude il direttore CNA – è il necessario segnale che le imprese edili attendono da anni. Confidiamo che possa essere la volta buona e che questo progetto trovi una declinazione sul territorio in grado di coinvolgere anche le piccole imprese”.

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