Clima. Se due gradi vi sembrano pochi


BOLOGNA, 9 DIC. 2009 – Non è più il clima di una volta. E’ uno dei luoghi comuni più diffusi, ma è anche il titolo di un convegno sull’evoluzione del clima in regione. A organizzarlo, negli stessi giorni in cui a Copenaghen su questi temi svolge la conferenza mondiale, ci ha pensato l’Arpa (Azienda regionale prevenzione ambiente) che ha approfittato dell’occasione per presentare l’Atlante idroclimatico dell’Emilia-Romagna ovvero un lavoro di ricerca che analizza temperature e precipitazioni degli ultimi cinquant’anni in Emilia-Romagna.La forma è quella dell’Atlante in quanto i dati raccolti sono raffigurati da un centinaio di mappe raffiguranti il territorio regionale. Una serie di cartine che riassumono quasi cinquant’anni di temperature, precipitazioni e flussi idrici dei fiumi. Il tutto suddiviso per ogni singolo comune. La storia più recente del clima in regione conferma le tendenze rilevate del riscaldamento globale: aumento generalizzato, anche se non omogeneo delle temperature, e concentrazione delle precipitazioni atmosferiche in un minore numero di giorni all’anno.“E’ intorno agli anni ’80 che si registra un’impennata delle temperature”, ha spiegato Stefano Tibaldi, direttore generale dell’Arpa Emilia Romagna. “Rispetto a vent’anni fa l’aumento è stato di quasi due gradi, una variazione spropositatamente alta. Per quanto riguarda la precipitazione negli ultimi trent’anni quelle del bacino del Po sono calate del 20, 25%. Anche questo è un segnale decisamente preoccupante.”Il lavoro sull’Atlante da parte dell’Arpa Emilia-Romagna continua online al sito www.arpa.emr.it/clima. Il progetto si può infatti considerare come un’opera work in progress, aggiornata di continuo con nuovi dati ed elaborazioni che via via si presentano disponibili. Le mappe sono un punto di riferimento per tutti gli interventi necessari ad affrontare l’impatto che i cambiamenti hanno sul nostro territorio. Un contributo che può essere di aiuto alla messa a punto delle future politiche di mitigazione e adattamento climatico.“Ci sono effetti sulla vita di tutti i giorni – ha sottolineato Tibaldi – basti pensare alle ondate di calore, oggi più probabili e più intense, a cosa comportano dal punto di vista sanitario. Ci sono poi gli effetti economici, in particolare dati dai consumi energetici. Senza dimenticare gli effetti sulla natura.”

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