Clima, come agire localmente per difenderlo globalmente


MODENA, 1 APR. 2010 – Attrezzarsi per combattere il cambiamento climatico. Con questo intento gli enti locali sono chiamati alla conferenza che si tiene a Modena venerdì due aprile, al Teatro san Carlo. Un appuntamento organizzato delle Agende 21 locali italiane (la struttura di supporto per il patto dei sindaci riconosciuta dall’Unione europea, e che associa oltre 400 enti locali e territoriali), il Comune e la Provincia di Modena (che sono tra i fondatori del Coordinamento e promotori dell’impegno per l’energia sostenibile). L’intento è di dare attuazione al Patto dei sindaci, promosso dall’Unione Europea, attraverso piani d’azione per l’energia sostenibile e l’ambiente. Dieci comuni modenesi hanno già sottoscritto il Patto – tra questi il Comune di Modena, che ambisce a divenire, assieme a Milano, il capofila nazionale delle buone pratiche ambientali – e altri si preparano a farlo.“Il Patto dei Sindaci della Ue – spiega Emanuele Burgin, Presidente del Coordinamento Agende 21locali – è un progetto che in Italia si sta diffondendo notevolmente e rappresenta uno strumento strategico fondamentale per gli enti locali. Per questa ragione, assieme ad Anci e Upi, abbiamo ritenuto fondamentale agevolarne ulteriormente l’espansione con questo incontro e a breve renderemo disponibile la traduzione delle linee guida pubblicate da Bruxelles di recente, che sta effettuando uno dei nostri gruppi di lavoro”.Il programma della giornata prevede interventi di sindaci, amministratori pubblici e tecnici da tutta Italia. Tra gli esperti ci saranno Edoardo Croci, docente allo Iefe Università Bocconi ed ex assessore al Comune di Milano, i ricercatori del Joint Research Centre che hanno curato le Linee guida dell’Unione Europea per i piani d’azione comunali, Federico Oliva, presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica, Silvia Brini dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.I piani d’azione si propongono di rendere più efficiente l’energia usata dalle città e dai cittadini intervenendo sul riscaldamento, l’energia elettrica, i combustibili per i veicoli, la riduzione di emissioni di gas a effetto serra, soprattutto anidride carbonica, e degli sprechi degli edifici pubblici e delle residenze private attraverso il miglioramento urbanistico ed edilizio, l’illuminazione pubblica a basso consumo, la mobilità a zero emissioni e il trasporto pubblico locale.In particolare, il Comune di Modena ha introdotto nei propri regolamenti edilizi, anticipando le disposizioni della Regione Emilia-Romagna, prescrizioni per l’efficienza energetica delle case, ha un proprio aggiornato Piano energetico e ha da poco completato la sostituzione delle lampade semaforiche con Led, riducendo di oltre il 70% i consumi. La raccolta differenziata dei rifiuti sfiora il 50%, 20 punti in più in 4 anni, contribuendo alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Ulteriori progetti decolleranno nei prossimi mesi, come la realizzazione di un nuovo parco fotovoltaico e la copertura con pannelli solari di edifici comunali. Nei prossimi anni saranno prodotti e orientati interventi per oltre 46 milioni di investimenti diretti e indiretti.La Regione sosterrà, anche finanziariamente, la predisposizione dei Piani del capoluogo. La Provincia sta inoltre svolgendo, anche grazie ai piani recentemente approvati, una funzione di promozione di aiuto per i progetti legati allo sfruttamento delle fonti rinnovabili e ha varato interventi per circa 10 milioni entro il 2012, per pannelli fotovoltaici su scuole medie superiori, di cui 5 milioni nel 2010.

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