Class action, la solita presa in giro all’italiana


12 MAG 2009 – Si chiama disegno di legge "Sviluppo" e contiene norme sull’energia, compresa quella nucleare e sulla competitività delle imprese italiane. A quest’ultimo tema è legata la legge sulla class action, detta anche azione collettiva risarcitoria, ovvero quello strumento giuridico che permette a più soggetti di far valere un diritto attraverso un’unica causa. Un’azione legale i cui esiti vanno a riflettersi su tutti coloro che si trovano nelle medesime condizioni di coloro che hanno avviato l’azione.Ma l’idea di sviluppo e di competitività che sta dietro al disegno di legge, la cui discussione riprende oggi in senato, coincide col mettere al sicuro il più possibile le imprese italiane dai ricorsi di consumatori, utenti di servizi o piccoli risparmiatori insoddisfatti perché trattati, magari, senza tenere conto di regole che tutelano gli acquirenti (si tratti di alimenti, di automobili, di prodotti finanziari, di servizi telefonici).Attualmente il testo di legge che il senato si appresta ad approvare non permette alle associazioni di agire in quanto portatori di interessi di una collettività. L’azione può essere attivata solo da singoli esponenti. "Praticamente è un passo indietro, visto che per le associazioni dei consumatori non è previsto proprio alcun ruolo nell’avvio della Class action", spiega Carlo Pileri, presidente di Adoc. Se le cose restassero così, un singolo cittadino dovrebbe avviare, sa solo, una lunga e costosa causa per difendere anche solo 5 euro di una bolletta sbagliata. Per danni più grossi, il rischio sarebbe invece quello di una paralisi dei tribunali. "Già immagino le file di consumatori per consegnare i fascicoli in tribunale. Senza contare che il singolo può sbagliare la documentazione e, in questo caso, restare fuori dalla causa" commenta Cristiano Iurilli, responsabile del settore giuridico Adiconsum.A ripercorrere le tappe del dissestato percorso legislativo della class action ci pensa Altroconsumo che in un comunicato commenta come segue l’ultima versione del testo. "Era stato uno dei pochi lasciti del Governo Prodi, a fine 2007. La concreta possibilità per i cittadini di vedere responsabilizzate le imprese, con una legge che avrebbe modernizzato il Paese. Ma per ben due volte il disegno di legge è stato rinviato dal Governo Berlusconi, sino ad annacquarsi nella versione in votazione oggi al Senato. Versione che prevede addirittura il danno punitivo al contrario: nella legge nordamericana è previsto per le imprese ritenute responsabili di illeciti collettivi. In Italia lo si vuole accollare ai consumatori. Golia vince su Davide."Altroconsumo passa poi ad elencare tutte le azioni che, con l’attuale class action, non potrebbero essere avviate dai consumatori: "Gli utenti che hanno ricevuto negli ultimi anni le bollette gonfiate di Telecom Italia; tutti coloro che illegittimamente non hanno potuto esercitare la surroga gratuita del mutuo a causa delle pratiche commerciali scorrette delle banche; e la class action non sarà utilizzabile nemmeno per gli oltre 4000 risparmiatori coinvolti nella vicenda Parmalat che si sono rivolti all’associazione”.

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