Clandestinità, Procura di Bologna: “Incostituzionale”


BOLOGNA, 16 SET 2009 – La Procura di Bologna ha fatto istanza di incostituzionalità nei confronti della norma che ha introdotto il reato di clandestinità. L’obiezione è stata sollevata durante la prima udienza bolognese riguardante il nuovo reato. Nell’inoltrare l’istanza al Coordinatore dei Giudici di Pace Mario Luigi Cocco, la procura ha sostenuto che la norma (contenuta nella legge Maroni) comporta: la violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge sia come necessità di diverso trattamento per situazioni differenti sia come necessità di pari trattamento per situazioni simili; la violazione del diritto di difesa per cui nessuno è tenuto ad autodenunciarsi; la violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge per la sospensione del procedimento penale limitatamente alle cosiddette badanti disponibili all’emersione e non a tutti i lavoratori in nero; la violazione del principio di ragionevolezza della legge, del principio per cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, del principio del buon andamento della pubblica amministrazione. Cocco ha detto in aula che si pronuncerà entro la prossima udienza, programmata per il 21 ottobre.Lo stesso dubbio di costituzionalità era stato sollevato, sempre nella mattinata di oggi, dal difensore di un immigrato irregolare ucraino, all’apertura dei processi per clandestinità al Tribunale di Milano. In quel caso, il giudice ha respinto la richiesta sostenendo che "l’introduzione di questo tipo di reato rientra nella sfera delle scelte demandate al legislatore".DA SINISTRA E DESTRA UN PLAUSO ALLA PROCURAL’eccezione di costituzionalità sulla norma che punisce il reato di immigrazione clandestina sollevata dal procuratore reggente Massimiliano Serpi ha suscitato reazioni da parte del mondo politico bolognese. Favorevole all’istanza il coordinatore regionale Sd Massimo Mezzetti, consigliere dell’Assemblea legislativa dell’Emilia- Romagna. "Finalmente una Procura ha avuto il coraggio di gridare che ‘il re e’ nudo’ – è il suo commento – Questa legge, voluta dalla Lega e aspramente criticata da più parti politiche e religiose, è una legge che prima di essere incostituzionale é razzista e inumana". Nella speranza che la Corte Costituzionale possa attivarsi, Mezzetti si augura soprattutto che "si riapra il dibattito nell’opinione pubblica affinché questa legge possa essere al più presto abrogata".Ancora più critico Antonio Del Prete, segretario regionale e provinciale di ‘Gioventu’ italiana’, movimento giovanile de ‘La Destra’. In una nota spiega che l’istanza presentata dalla Procura "evidenzia impietosamente la superficialità propagandistica delle politiche sull’immigrazione imposte dalla Lega nord a questo Governo". Inoltre "dare in pasto al popolo ‘affamato’ di sicurezza – continua la nota – due righe in più di codice penale senza preoccuparsi dei risvolti pratici e giuridici della questione, è stato irresponsabile e ingannevole".SODDISFAZIONE DELLA CGIL BOLOGNESELa Cgil di Bologna esprime soddisfazione per l’eccezione sollevata oggi dalla Procura sul reato di clandestinità. "Sono osservazioni e posizioni che la nostra organizzazione sostiene da molto tempo", afferma il segretario della Camera del lavoro di Bologna, Cesare Melloni e vederle oggi espresse formalmente "da un organo autorevole della Magistratura qual è la Procura di Bologna, seppure nella forma della eccezione, è qualcosa che rafforza il nostro giudizio"."Ferme restando le valutazioni di ordine tecnico-giuridico – aggiunge Melloni – è evidente che c’è una anomalia nel nostro ordinamento rispetto ad altri ordinamenti europei. Guardiamo con interesse e rispetto all’iniziativa della Procura".

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