Clandestini per forza


MERCOLEDI’ 29 LUG 2009 – Una schiera di bimbi fantasma: non è una scena di un film horror, ma è il fenomeno reale che la legge Maroni rischia di generare a partire da sabato 8 agosto. L’apparentemente innocuo "obbligo di esibizione del permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile", oltre a inibire ai cittadini irregolari la possibilità di denuncia di un decesso e il diritto a sposarsi, vincolerà all’esibizione del permesso anche la registrazione delle nascite. Dunque, le coppie di immigrati irregolari saranno poste di fronte al dilemma se rischiare la denuncia e l’affidamento dei figli ad un istituto, o mantenerli "nell’ombra", esponendosi loro malgrado a tutti i rischi che comporta avere un figlio invisibile. Per fare un esempio: se qualcuno rapisse un bambino non registrato, a chi potrebbero denunciare la scomparsa?Abbiamo parlato di questo e di altri problemi legati all’approvazione della legge Maroni con  Bouchaib Kaline, presidente del Consiglio dei cittadini stanieri e apolidi della Provincia di Bologna, un organo eletto dagli stranieri residenti nella provincia, che può esprimere pareri sulle questioni riguardanti l’immigrazione dibattute in consiglio provinciale. Signor Kaline, cosa succederà a partire dall’8 agosto?"Il problema è molto grave: i genitori non si possono dichiarare se sono clandestini. I bambini, dal punto di vista legale, non hanno tutori e devono quindi essere affidati ai servizi sociali, e poi adottati. E’ molto pericoloso, perché ci saranno meccanismi clandestini per gestire questa situazione, genitori e figli finiranno sotto ricatto".Secondo lei cosa sceglieranno di fare le famiglie irregolari?Gli irregolari tenderanno a non denunciare i bambini. Magari alcuni getteranno la spugna e torneranno al loro paese, altri rimarranno in condizioni d’irregolarità, lavorando in nero e non registrandoli, ma quello che è peggio è che, anche se in realtà accompagnati, questi bambini risulteranno sempre per la legge da soli, e quindi a disposizione delle strutture. Ciò comporterà anche un afflusso maggiore nelle strutture dei servizi sociali, e quindi più spese per gli enti locali.E ai bambini che rimangono nella zona d’ombra cosa succederà?Alcuni avranno la "fortuna" di entrare nelle strutture, che sono tutelate dalle leggi nazionali e dagli accordi internazionali, altri saranno preda degli sfruttatori dei minori.Lei ha contestato, insieme al Consiglio che presiede, questa legge.Sì, lo abbiamo fatto con un’ordine del giorno approvato all’unanimità, sottolineando come questa norma non coinvolge solo chi i documenti non ce li ha, ma anche chi sta in Italia regolarmente e lavora. I genitori stranieri che, per colpa della crisi economica, perdono il posto di lavoro se ne torneranno al loro paese, ma i figli cercheranno comunque di tenerli qui, per cercare di dar loro un futuro migliore.Il problema coinvolge dunque anche gli immigrati regolari?Certo, coinvolge quei genitori, quelle madri che arrivano in Italia aspettando un bambino o che lo concepiscono qui. Ma coinvolge anche, ed è ciò che contestiamo di più, quelle persone che da regolari diventano irregolari. Anche alla luce della regolarizzazione, di cui si parla, di colf e badanti: è vero che va a risanare la situazione di chi di fatto lavora regolarmente, ma nessuno pensa a salvare chi regolare lo era e non lo è più non per sua colpa. Si sono riaperti anche i flussi migratori: va bene portare nuovi cittadini, ma bisogna preoccuparsi anche di chi era già integrato in Italia e, per colpa della crisi, rischia di finire nei centri di identificazione ed espulsione. Nel momento in cui queste persone diventano clandestine, diventano clandestini anche i figli, se hanno meno di 18 anni e non possono chiedere la cittadinanza. Di queste persone non si parla mai.Secondo lei la reazione del’opinione pubblica italiana a questo provvedimento è adeguata?Il fatto più grave è che un cittadino italiano non riesce a concepire queste cose perché non le conosce. Si parla continuamente dell’immigrazione associata alla criminalità e alla sicurezza, ma sui problemi degli immigrati in Italia, sulla burocrazia, sulle procedure infinite non si dice mai nulla. Molti italiani non sanno che per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno bisogna rispettare requisiti di metrature degli alloggi, di reddito, poi bisogna pagare duecento euro e, alla fine, il permesso viene consegnato già scaduto o quasi. Per combattere l’immigrazione clandestina bisogna facilitare le procedure per i regolari. Altrimenti puoi anche riuscire a espellere dei clandestini, ma ti ritrovi con altrettanti regolari costretti alla clandestinità. E quelli poi sono più facili da espellere, perché sai già da che paese provengono…Vi sentite abbandonati?La crisi c’è per tutti, gli italiani hanno le loro difficoltà come le hanno gli stranieri, ed è difficile pensare anche ai problemi degli altri. Gli stessi immigrati però non hanno un ruolo nella politica, non hanno alcuna voce in capitolo. E’ un problema che le istituzioni devono valutare: bisogna dare voce agli immigrati regolari.Lei crede che a Bologna questo sia stato fatto con il Consiglio di cui lei è presidente?Noi abbiamo fatto tantissime proposte per la soluzione di problemi, che sono buone per Bologna, ma che sono buone per l’Italia in generale. Le istituzioni dovrebbero capire che i cittadini stranieri regolari sono una risorsa. Se fosse più facile essere regolari, coloro che rimanessero nella clandestinità non avrebbero più scusanti, lo farebbero sicuramente per scelta, per essere liberi di fare quello che vogliono. Adesso invece ci sono due tipi di clandestini: quelli che delinquono, a cui conviene stare nascosti, e quelli che ci sono costretti.

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